A Bergamo, in largo Tironi, la nuova grande rotatoria ha cominciato a trasformare concretamente la viabilità locale, con segnaletica orizzontale già tracciata e i primi cambiamenti effettivi alla circolazione. Il disegno definitivo dell’incrocio è ormai delineato, anche se gli interventi strutturali come cordoli e aiuole verranno completati nei prossimi mesi. I lavori rientrano nel piano di implementazione dell’e-Brt, il servizio di trasporto pubblico elettrico che collegherà Bergamo a Dalmine e Verdellino.
Largo Tironi: il ritardo è della ferrovia
L’intervento, secondo quanto comunicato dal Comune, non ha subito ritardi, a differenza di quanto sta avvenendo con il cantiere Rfi per il raddoppio della linea ferroviaria Bergamo–Ponte San Pietro. Qui i lavori procedono con lentezza, e la chiusura del ponte ferroviario di via San Bernardino, necessaria per il suo ampliamento, è slittata. Attualmente è prevista entro la fine di agosto, con l’obiettivo di completarla prima dell’inizio dell’anno scolastico. In questo modo si garantirebbe un periodo di adattamento di 10-15 giorni per gli automobilisti alla nuova viabilità e alle relative deviazioni.
La posizione dell’amministrazione comunale
Durante un incontro informativo tenutosi lunedì presso il Cte di via Caprera, l’assessore alla Mobilità Marco Berlanda, l’assessore alla Partecipazione Claudia Lenzini e il dirigente del Servizio Mobilità Silvano Armellini hanno aggiornato la Rete di quartiere di San Tomaso sull’andamento dei cantieri e i tempi previsti per ciascun intervento. In particolare, Berlanda ha evidenziato come la rotonda fosse inizialmente atipica per via della mancanza di regole chiare di precedenza, ma che ora grazie alla nuova configurazione, la circolazione risulta più sicura.
I semafori a chiamata
I semafori di via San Giorgio e via Carducci rimangono installati, ma funzioneranno esclusivamente su chiamata pedonale. Per i veicoli, il passaggio risulta ora più fluido e continuo. Secondo quanto riferito da Atb, l’unico rallentamento degno di nota si è registrato venerdì, durante la movimentazione dei mezzi per la posa della segnaletica provvisoria, senza tuttavia bloccare il doppio senso di marcia.
Cantieri a catena
A destare preoccupazione sono invece gli effetti a catena che potrebbero derivare dalla chiusura del ponte ferroviario, che durerà nove mesi. Questo ritardo rischia di compromettere anche l’inizio dei lavori in via Moroni, dove è previsto uno degli interventi più rilevanti, ossia il raddoppio dei binari e la riattivazione del passaggio a livello. L’amministrazione ha precisato che i due cantieri non potranno sovrapporsi, per cui i lavori in via Moroni inizieranno solo dopo la riapertura del ponte in via San Bernardino. Eventualmente, la realizzazione del sottopasso potrà avvenire in un secondo momento.
Treni e barriere anti rumore
Un ulteriore nodo riguarda le barriere fonoassorbenti previste lungo la ferrovia: i residenti hanno chiesto soluzioni meno impattanti, con pannelli più bassi e trasparenti, rispetto a quelli da sette metri progettati da Rfi. Berlanda ha dichiarato che il tema verrà affrontato nuovamente, in quanto ha un impatto significativo sulla qualità della vita del quartiere.
L’obiettivo resta completare tutte le opere entro il 2026, termine entro il quale è necessario rispettare il cronoprogramma stabilito per non perdere i finanziamenti previsti dal Pnrr.