Il presidente Bluorobica Andreini: «Le serie A2 e B non valorizzano i giovani talenti del basket»

Il presidente di Bluorobica Paolo Andreini riflette sulle difficoltà di un sistema che non sostiene adeguatamente la crescita dei giovani atleti, tra paradossi e mancanza di tutele

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Il presidente di Bluorobica Paolo Andreini riflette sulle difficoltà di un sistema che non sostiene adeguatamente la crescita dei giovani atleti, tra paradossi e mancanza di tutele.


La riflessione del presidente Bluorobica

Con l’inizio della nuova stagione alle porte, il presidente di Bluorobica Basket Paolo Andreini ha voluto fare un’ampia riflessione sulla situazione del basket giovanile italiano. Nonostante i grandi successi delle nazionali giovanili nelle ultime estati, Andreini evidenzia come il sistema attuale non offra adeguato supporto per lo sviluppo dei giovani talenti, soprattutto a livello di club professionistici.

«Abbiamo assistito ad un’estate di ottimi risultati per il basket delle nazionali giovanili, con l’Europeo Under 20 vinto Questi successi dovrebbero portare benefici in termini di interesse e nuovi praticanti. Tuttavia, questi risultati evidenziano anche i paradossi in cui ci troviamo», afferma Andreini, lamentando la mancanza di un vero sistema che valorizzi i talenti giovanili in maniera adeguata.

I paradossi del sistema attuale

Secondo Andreini, uno dei principali problemi del sistema attuale è che, mentre in altri paesi europei i giovani atleti a 21 anni sono già considerati dei veterani, in Italia le squadre di A2 e B Nazionale fatichano ad inserire i ragazzi più promettenti nelle loro formazioni. «In Europa, a 21 anni i giovani sono già dei veterani. Qui, invece, dobbiamo lottare per far giocare questi ragazzi», sottolinea il presidente.

Un altro paradosso che Andreini evidenzia è il sistema che premia il risultato immediato. «Oggi nel basket giovanile si è costretti a vincere fin da subito. Ma gli atleti che potrebbero fare la differenza in futuro sono fisicamente ancora in via di sviluppo. Il sistema non consente di aspettare», spiega.

Le difficoltà nell’approccio delle società professionistiche

Andreini critica anche le società di A1, che, secondo lui, preferiscono reclutare atleti già pronti fisicamente per ottenere risultati immediati, anziché investire su giovani talenti che richiedono un percorso di sviluppo lungo. «Le società di A1 hanno il privilegio di partecipare alle Eccellenze, eppure sono le prime a preferire atleti già pronti per vincere titoli giovanili, piuttosto che sviluppare talenti nel lungo periodo», denuncia Andreini.

Inoltre, l’influenza crescente degli agenti nella carriera degli atleti sembra essere un altro ostacolo per una crescita sana del movimento. «Oggi gli agenti hanno più potere delle società stesse. Spesso, per piazzare determinati atleti, le agenzie impongono scelte che non sono necessariamente giuste per il futuro dei giocatori», afferma il presidente di Bluorobica.

Proposte per migliorare la situazione

Per affrontare questi problemi, Andreini suggerisce alcune soluzioni, tra cui la concessione di licenze quinquennali per le società che investono seriamente nel settore giovanile. «Con licenze quinquennali, le società avrebbero la possibilità di lavorare con atleti ancora in fase di sviluppo senza l’obbligo di risultati immediati», propone.

Inoltre, secondo Andreini, sarebbe necessario rivedere l’attuale sistema di finanziamento delle attività giovanili, tutelando chi investe veramente nei giovani. «Gli investimenti sulle attività giovanili dovrebbero essere più tutelati, perché oggi la federazione guadagna molto dagli atleti stranieri, ma questi guadagni non vengono reinvestiti nel settore giovanile», aggiunge il presidente.

Un futuro incerto per l’attività giovanile

Infine, Andreini lancia un allarme: l’attività giovanile sta diventando sempre più un lusso, legato alla passione di chi ci investe, senza la giusta protezione per il futuro. «Siamo di fronte a un esodo verso i college americani che rischia di impoverire ulteriormente il movimento. Bisogna trovare soluzioni rapide e ampliare le possibilità di tesseramenti pluriennali per tutelare le società di base», conclude.

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