Un’inchiesta della Guardia di finanza ha portato alla luce un presunto giro di contrabbando coordinato da due assistenti di volo in servizio a Orio al Serio, con approvvigionamenti che sarebbero poi confluiti, fra gli altri canali, in un bar della zona della Malpensata. L’indagine è nata da una verifica ispettiva nel locale, dove erano stati scoperti grandi quantitativi di tabacco di contrabbando e sostanze stupefacenti, e si è estesa fino a ricostruire presunte condotte illecite su decine di voli.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due steward avrebbero sottratto merce duty free dagli aeromobili — sigarette, alcolici, profumi e “gratta e vinci” — e poi l’avrebbero immessa sul mercato clandestino. La modalità sarebbe stata in alcuni casi la rimozione o la falsificazione dei sigilli apposti dalla compagnia, in altri la rottura e la sostituzione degli stessi: i finanzieri hanno trovato in sequestro oltre cento sigilli integri, elemento che ha contribuito a delineare la presunta sistematicità delle sottrazioni.
Le intercettazioni telefoniche acquisite nell’inchiesta documentano dialoghi in cui i due operatori si raccomandano di “stare attenti” e mostrano un tono colloquiale, ma gli investigatori interpretano quei colloqui come prova di consapevolezza rispetto alle indagini in corso. Il filone operativo ha portato, il 1° ottobre, alla notifica dell’obbligo di dimora per un assistente di volo di 39 anni, mentre per il collega non sono state adottate misure cautelari.
Le stime contenute nell’ordinanza indicano quantitativi significativi: nei mesi presi in esame i due indagati si sarebbero appropriati di oltre cinquanta chili di tabacco lavorato ciascuno, con profitti stimati in migliaia di euro per singolo individuo. Le attività illecite avrebbero incluso anche strategie per ottenere denaro contante non tracciabile: in almeno un episodio, secondo gli atti, gli steward avrebbero simulato il malfunzionamento di un POS durante la vendita a bordo di biglietti o gratta e vinci per raccogliere soldi in contanti dai passeggeri.
Emergono inoltre episodi documentati di appropriazione di oggetti dimenticati a bordo e di scambi di idee su quali profumi sottrarre senza destare sospetti, fatti che hanno alimentato le contestazioni. Le perquisizioni domiciliari effettuate a maggio avevano già consentito il sequestro di circa 30 chili di tabacco lavorato, centinaia di sigilli, numerosi profumi, bottiglie di alcolici e migliaia di “gratta e vinci”.
Un aspetto che ha attirato l’attenzione degli investigatori riguarda la discrepanza tra lo stile di vita mostrato da uno degli indagati e le dichiarazioni reddituali: ristrutturazioni, piscina, pannelli solari e acquisto di un’autovettura. Per giustificare alcune spese, il presunto promotore del sistema avrebbe ottenuto prestiti bancari “di copertura” — due finanziamenti da 30 mila euro ciascuno — poi rimborsati, secondo l’accusa, con bonifici di familiari e restituzioni in contanti che potrebbero essere funzionali a occultare l’origine illecita delle somme.
Le aziende aeree coinvolte (tra cui Malta Air e il gruppo proprietario) risultano estranee alla vicenda e non direttamente indicate come parte dell’indagine. L’inchiesta prosegue ora con accertamenti finalizzati a ricostruire completamente la rete di approvvigionamento e vendita, la possibile complicità di terzi e l’entità effettiva dei profitti illeciti.