Esplosione a Bagnatica: il giunto collassato causa la tragedia, la comunità si mobilita

Cinque mesi dopo la terribile esplosione, la relazione dei Vigili del Fuoco svela le cause: una fuga di gas dal giunto sotto il lavello. Il supporto della comunità per le famiglie colpite continua.

Il 27 maggio 2025, la tranquillità di Bagnatica fu devastata da un’esplosione che distrusse una palazzina al civico 7 di via Isolabella, provocando feriti e decine di sfollati. A distanza di cinque mesi, la relazione dei Vigili del Fuoco del Nucleo Investigativo Antincendio ha fornito una spiegazione tecnica all’incidente, indicando come causa principale un giunto collassato nella tubazione del gas.

La ricostruzione dell’esplosione

Quella mattina, alle 6:30, la tragedia si è consumata rapidamente. Lorenza Gandi, mentre accendeva il fornello per preparare la colazione, ha innescato accidentalmente una deflagrazione dovuta a una fuga di gas accumulato nella casa. L’esplosione è stata così potente da distruggere muri portanti, abbattere pareti e infrangere vetri nelle case vicine. Lorenza e il figlio minore, colpiti dalla fiammata e dai detriti, sono stati feriti gravemente. Oggi, sebbene le loro condizioni siano in miglioramento, la strada per un pieno recupero è ancora lunga.

La causa della tragedia

Come riporta Bergamonews, la relazione investigativa conferma che la fuga di gas è iniziata dal 16 maggio, quando un difetto nella tubazione sotto il lavello ha causato una perdita che, giorno dopo giorno, ha accumulato gas nell’abitazione. Il gas è stato rilasciato in modo continuo, fino a 2,6 metri cubi all’ora, ma nessuno degli occupanti ha percepito l’odore, un elemento fondamentale per prevenire tragedie simili. La causa del mancato avvertimento sembra essere legata a materiali nella muratura che hanno impedito la diffusione dell’odore del gas. L’innesco, probabilmente, è stato provocato dall’attivazione di un apparecchio elettrico, come un interruttore della luce, un frigorifero o la macchina per il caffè, che ha acceso la miscela gas-aria.

La risposta della comunità

Mentre la famiglia Cabras continua il lungo processo di recupero, la comunità di Bagnatica ha risposto con solidarietà e supporto. È stata avviata una raccolta fondi che ha già raggiunto circa 117.000 euro, destinati a coprire spese mediche, affitti temporanei e soluzioni abitative per le famiglie coinvolte. L’impegno della comunità, così come quello delle istituzioni locali, ha permesso di alleviare in parte le difficoltà, ma il ritorno alla normalità per molti è ancora lontano.

Le implicazioni legali

L’incidente è ora sotto indagine, con la PM Letizia Ruggeri che sta conducendo le indagini per incendio colposo. La relazione dei Vigili del Fuoco supporta l’ipotesi di una fuga di gas prolungata che non è stata percepita dai residenti, aumentando il rischio di un’esplosione. È prevista una consulenza tecnica per approfondire ulteriormente le cause dell’incidente e stabilire eventuali responsabilità.

La tragedia di Bagnatica ha sollevato interrogativi sulla sicurezza degli impianti gas e sull’efficacia dei controlli preventivi, portando ad un’intensificazione delle verifiche in tutta la zona.

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