L’incidente a Pinzolo e la corsa in ospedale
Aldo Rossi, 62 anni, perde la vita venerdì 24 ottobre a seguito di un incidente avvenuto il 28 settembre a Pinzolo, in Trentino, dove si trovava con la famiglia per trascorrere alcuni giorni di vacanza.
L’uomo, affetto da distrofia di Steinert, si muoveva in autonomia con una carrozzina elettrica. Quel giorno stava rientrando da un pranzo in compagnia di un fratello e di un amico, quando, a poca distanza da casa, un perno della carrozzina si stacca improvvisamente, facendolo cadere a terra.
La caduta provoca un grave trauma cranico: vengono chiamati i soccorsi e Rossi viene trasportato in elicottero all’ospedale di Trento, dove viene ricoverato in coma. Dopo due settimane, viene trasferito al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ma le sue condizioni non migliorano. Si spegne nella giornata di venerdì 24 ottobre, lasciando un vuoto profondo nella comunità di Azzano San Paolo e tra i suoi cari.
La scelta della donazione: un ultimo gesto d’amore
Iscritto all’Aido, Aldo Rossi aveva espresso da tempo la volontà di donare i propri organi. La famiglia sottolinea che questo gesto riflette perfettamente il suo modo di essere: una persona che pensava sempre agli altri prima di sé stesso.
I familiari raccontano come anche nel momento più doloroso, Aldo sia riuscito a lasciare un segno di speranza e di vita per qualcun altro, ricordando che, mentre loro piangono la perdita, qualcun altro riceve una notizia di rinascita grazie al suo dono.
Una vita piena, tra famiglia, lavoro e passioni
Originario di Bergamo, dove aveva abitato nel quartiere di Celadina, Rossi viveva ad Azzano San Paolo insieme alla moglie Anna e ai due figli, Beatrice e Federico.
Aveva lavorato per molti anni come agente di commercio, una professione che chi lo conosceva considerava “su misura per lui” per via della sua natura socievole e solare.
La famiglia lo descrive come una persona positiva, sempre sorridente, con una grande capacità di ascolto e di relazione. Amava stare in mezzo alla gente e aveva il dono di saper rallegrare chiunque incontrasse.
L’amore per lo sport e la montagna
Rossi era stato un appassionato sportivo: da giovane aveva giocato a basket nel Pal Bergamo, poi si era dedicato al golf, e non aveva mai smesso di seguire con passione la sua squadra del cuore, l’Atalanta.
Anche dopo la diagnosi della malattia, non aveva mai perso la voglia di vivere e di mettersi in movimento. Durante l’estate, come racconta la moglie, aveva trascorso giorni sereni tra montagna e mare, felice di poter condividere momenti preziosi con la famiglia.
Un uomo capace di gratitudine e ottimismo
Chi lo conosceva ricorda Aldo come una persona grata e serena, che non si lamentava mai e che trovava sempre il lato positivo anche nelle difficoltà.
Rossi ripeteva spesso che non gli mancava nulla, perché si sentiva circondato dall’affetto delle persone care. Il suo atteggiamento, sempre fiducioso e allegro, riusciva a trasmettere forza e buonumore anche a chi gli stava vicino.
Il ricordo degli amici e l’ultimo saluto
Amici e conoscenti lo descrivono come una persona amabile, ironica e disponibile, che non dava mai l’impressione di essere di fretta e che amava conversare con chiunque.
La camera ardente è allestita presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove sarà possibile rendere omaggio a partire dal pomeriggio di sabato.
I funerali si tengono lunedì 27 ottobre alle 14:30 nella chiesa parrocchiale di Colognola, a Bergamo, dove in tanti sono chiamati ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio e ricordare il suo esempio di vita piena, altruismo e serenità.