Un uomo di 38 anni residente a Palosco è stato posto agli arresti domiciliari dai carabinieri della Stazione di Martinengo, a seguito di un’ordinanza cautelare emessa dal Gip su richiesta della Procura di Bergamo. Le indagini, avviate dopo ripetute segnalazioni della vittima, hanno ricostruito un quadro di comportamenti persecutori prolungatiiniziati a febbraio 2025 e culminati in episodi di violenza che hanno reso necessario un intervento giudiziario.
Secondo gli accertamenti, l’ex compagna dell’indagato aveva deciso di interrompere la relazione; da quel momento sarebbe iniziata una lunga serie di condotte moleste: telefonate e messaggi insistenti, pedinamenti e minacce ripetute che hanno generato nella donna uno stato di forte ansia e paura, costringendola a cambiare le proprie abitudini quotidiane. Gli atti contestati ai militari comprendono i reati di atti persecutori (stalking), lesioni personali e minacce gravi.
Gli episodi più gravi si registrarono quando l’uomo si sarebbe introdotto nell’abitazione della donna: in almeno una circostanza, infatti, il comportamento è degenerato in un’aggressione nei confronti dell’attuale compagno della vittima. Il 3 ottobre, in particolare, il nuovo partner è stato assalito con un taglierino, tentativo che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto avere conseguenze ben più serie se non fosse stato per l’immediato intervento dei carabinieri, allertati dagli stessi cittadini e dalla donna.
Gli inquirenti hanno raccolto testimonianze, messaggi e altri elementi probatori che hanno portato la Procura a richiedere la misura cautelare. La decisione del Gip di disporre gli arresti domiciliari è motivata, si legge nella nota ufficiale, dall’esistenza di ripetuti episodi e dalla concreta situazione di pericolo in cui versava la vittima. L’ordinanza mira a tutelare la persona offesa e a interrompere il ciclo di violenze e molestie.
Nel corso delle attività investigative, i carabinieri hanno proceduto con accertamenti tecnici e con la raccolta di dichiarazioni che hanno delineato una condotta persecutoria costante e molesta. Le lesioni riportate dalla donna in diverse occasioni e lo stato di ansia persistente sono stati elementi valutati come sintomatici del grave danno prodotto dalle condotte contestate. Anche per questo il provvedimento cautelare è stato ritenuto necessario e proporzionato alla gravità dei fatti.
La misura degli arresti domiciliari si inserisce in una più ampia cornice di interventi a tutela delle vittime di violenza domestica e stalking, in cui le forze dell’ordine e la magistratura collaborano per attivare strumenti di prevenzione e protezione. Gli esiti delle indagini saranno ora portati avanti nell’ambito del procedimento penale: all’indagato sono contestati reati che comportano conseguenze penali significative e che saranno valutate nel corso del processo.
Per la donna offesa si attivano parallelamente anche i percorsi di assistenza previsti dalle normative e dai servizi territoriali, volti a fornire supporto psicologico e tutela pratico-amministrativa. Le autorità locali e le forze di polizia ribadiscono l’importanza di denunciare tempestivamente qualsiasi forma di violenza o intimidazione, per permettere interventi rapidi ed efficaci.