Un vero e proprio salone da barbiere abusivo è stato scoperto a Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo, all’interno di un garage trasformato in locale per l’attività senza alcuna autorizzazione. A intervenire sono stati gli agenti del Distretto di polizia locale della Bassa Bergamasca Orientale, dopo le segnalazioni di alcuni cittadini preoccupati per la presenza insolita di clienti in zona.
Durante il controllo, il presunto parrucchiere stava tagliando i capelli a un cliente maggiorenne, mentre altri due ragazzi attendevano il proprio turno seduti su un divano. L’ambiente, nonostante fosse arredato come un vero salone, era privo di qualunque certificazione necessaria e non rispettava le norme igienico-sanitarie e fiscali previste dalla legge.
Gli agenti hanno sequestrato l’attrezzatura professionale utilizzata nell’attività abusiva, tra cui forbici, pettini, piastre, rasoi e prodotti per capelli e barba, tutti mancanti delle certificazioni obbligatorie. L’arredamento includeva una postazione con specchio, poltrona da barbiere e zona d’attesa, ma l’intero locale non rispettava i requisiti minimi di sicurezza e igiene previsti per le attività del settore.
La Polizia Locale ha disposto l’immediata chiusura dell’attività, che veniva esercitata in totale assenza di Partita Ivae delle autorizzazioni amministrative previste per l’avvio di un esercizio commerciale. Al giovane titolare è stata comminata una sanzione amministrativa di 1.500 euro, con riferimento alle violazioni in materia di igiene e abusivismo professionale.
Il sindaco di Romano di Lombardia, Gianfranco Gafforelli, ha espresso ferma condanna nei confronti dell’attività illecita, sottolineando come simili episodi rappresentino una minaccia sia per gli operatori regolari sia per la salute dei clienti. In particolare, ha evidenziato che l’uso di prodotti professionali da parte di soggetti non abilitati può comportare rischi dermatologici o infezioni, aggravati da ambienti non conformi alle normative sanitarie.
«Le attività abusive danneggiano chi lavora rispettando le regole», ha dichiarato Gafforelli, ricordando anche l’importanza del lavoro della Polizia Locale, la cui competenza in materia di controlli igienico-sanitari e annonariconsente interventi tempestivi ed efficaci, in stretta collaborazione con i cittadini e le associazioni di categoria.
Il caso riaccende l’attenzione sul fenomeno dell’abusivismo nei servizi alla persona, un ambito in cui l’assenza di regolamentazione può generare seri rischi per la sicurezza pubblica e per l’economia locale, oltre a compromettere la concorrenza tra attività commerciali. Le forze dell’ordine invitano i cittadini a verificare sempre la regolarità delle attività frequentate e a segnalare situazioni sospette, contribuendo a contrastare le pratiche illecite sul territorio.