Un caso sconvolgente scuote Bergamo. Marco Minardi, 34 anni, bidello del Liceo Secco Suardo, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata e somministrazione di sostanze stupefacenti. Secondo l’ordinanza firmata dal gip Federica Gaudino, l’uomo avrebbe drogato e abusato di almeno due donne conosciute su siti di incontri, anche a pagamento, utilizzando fentanyl e altri farmaci antidolorifici prescritti alla madre malata.
Il giudice parla di “condotte sistematiche e crudeli”, spiegando che l’indagato avrebbe narcotizzato le vittime per «renderle oggetti delle proprie fantasie sessuali» e compiere «atti violenti». Il 34enne, descritto come un uomo “compiaciuto e divertito” dai propri comportamenti, sarà interrogato oggi, 4 novembre, davanti al gip. Secondo il suo legale, Gianluca Madonna, «il materiale da analizzare è cospicuo» e l’indagato potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere.
Il racconto delle vittime
Il primo episodio risale al 20 settembre 2025, quando una delle donne lo ha incontrato in un hotel di Bergamo. Secondo la denuncia, l’uomo si era presentato con una bottiglia di prosecco, che avrebbe manipolato dopo essersi chiuso in bagno con il suo marsupio. La vittima, dopo aver bevuto un sorso, ha avvertito un sapore amaro e un rapido malessere fisico. Nella denuncia, la donna racconta che il vino «era blu» e che non riusciva più a stare in piedi.
I messaggi inviati al mattino all’ex marito confermano lo stato di confusione: «Il mio bicchiere era diverso, non sentivo le gambe». In un secondo momento, la donna avrebbe subito anche minacce di morte: «O metti giù il telefono o ti faccio a pezzi e ti butto via», le avrebbe detto Minardi dopo averla vista messaggiare. Secondo gli inquirenti, l’uomo le avrebbe anche sottratto immagini intime dal telefono mentre era incosciente, usando poi le foto per ricattarla e intimidirla.
Un’altra denuncia, sporta da una 35enne nel 2024, descrive un comportamento analogo. La donna aveva frequentato Minardi nel 2019 e si era allontanata da lui, ma un anno dopo era stata minacciata di ritorsioni e diffusione di immagini intime se non avesse ripreso i contatti. La perquisizione del telefono del bidello ha rivelato foto della donna nuda in stato di incoscienza, scattate presumibilmente durante gli abusi.
Nella sua testimonianza, la 35enne ha raccontato anche episodi di stalking e danneggiamenti: gomme d’auto tagliate, pedinamenti, apparizioni improvvise nei luoghi che frequentava, fino a essere intercettata persino all’aeroporto di Malpensa. L’uomo le avrebbe inoltre installato un’app di spionaggio, “mspy”, per controllare il suo telefono.
L’accusa dell’ex amico
Un elemento decisivo nelle indagini è arrivato dalla testimonianza di un ex amico dell’indagato, che ha consegnato ai carabinieri una registrazione audio e chat compromettenti. Nell’audio, una voce attribuita a Minardi si vantava di aver drogato e abusato di alcune donne, definendosi “il piccolo chimico”. Nella conversazione compariva anche una foto visibile una sola volta, che ritraeva una ragazza addormentata.
Il gip ha ritenuto attendibile la testimonianza, nonostante i rapporti tesi tra i due, descrivendo il comportamento dell’indagato come “macabro, ripetuto e prevaricante”. Secondo l’ordinanza, Minardi avrebbe conservato per anni le immagini delle sue vittime, veri e propri “trofei” delle violenze subite dalle donne.
Le indagini e i prossimi passi
I carabinieri del Nucleo Investigativo di Bergamo hanno trovato riscontri diretti alle accuse, sequestrando dispositivi elettronici e farmaci compatibili con quelli descritti dalle vittime. Nonostante la perquisizione, l’uomo avrebbe continuato a comunicare con le donne attraverso messaggi che si autodistruggevano dopo la visualizzazione, per evitare tracce.
Gli investigatori ritengono che possa aver colpito anche altre vittime e invitano chiunque abbia avuto contatti con Minardi a farsi avanti. L’inchiesta, coordinata dal pm Giulia Angeleri, mira ora a ricostruire la rete di relazioni e verificare eventuali episodi simili.