Ptr approvato in Regione, il relatore Lobati: “C’è già la Lombardia del futuro”

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la revisione del Piano Territoriale Regionale: 66 nuovi poli di sviluppo, 17 progetti strategici, focus su logistica, data center, energie rinnovabili e co-pianificazione paesaggistica

Regione Lombardia

Il voto del Consiglio regionale e il nuovo PTR

Il Consiglio regionale della Lombardia ha dato il via libera alla revisione del Piano Territoriale Regionale (PTR), il documento di riferimento per la programmazione territoriale della Regione e per l’orientamento dell’attività pianificatoria di Province e Comuni. La delibera è stata approvata a maggioranza, con 42 voti a favore e 20 contrari, insieme agli allegati relativi alla pianificazione del territorio e alle controdeduzioni alle osservazioni presentate al termine di una approfondita istruttoria.

Le osservazioni erano arrivate da enti locali, ordini professionali e associazioni, segno di un confronto esteso con il territorio. Il nuovo PTR sostituisce la versione in vigore approvata nel 2010, aggiornando il quadro di riferimento per lo sviluppo lombardo in una fase segnata da grandi trasformazioni infrastrutturali, economiche e ambientali.

Il quadro politico e procedurale della revisione

La revisione del PTR era stata già avviata nella scorsa legislatura, ma la conclusione del mandato era arrivata poco prima della chiusura delle procedure, rendendo necessario un riavvio dell’iter nella legislatura attuale. In questa tornata, l’Assemblea ha approvato anche sei emendamenti, con modifiche, proposti dai Consiglieri del Partito Democratico (PD), oltre a diversi ordini del giorno.

Nel dettaglio, sono stati votati ordini del giorno con prime firme di Consiglieri di Fratelli d’Italia (13 odg), Partito Democratico (6 odg) e Forza Italia (5 odg). Sono invece stati respinti quattro ordini del giorno del PD e uno di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS). Nella fase delle dichiarazioni di voto, Andrea Sala (Lega) ha motivato il del suo gruppo, Matteo Piloni (PD) ha spiegato il voto contrario dei democratici, mentre Massimo Vizzardi (Gruppo Misto) ha annunciato la non partecipazione al voto, esprimendo disaccordo sul merito del provvedimento.

La componente paesaggistica e il rapporto con il Ministero della Cultura

Dall’attuale revisione è stata stralciata la componente paesaggistica, che verrà definita in un successivo passaggio. I relativi contenuti saranno infatti perfezionati con il Ministero della Cultura attraverso un processo di co-pianificazione, già avviato con un protocollo d’intesa. Si ricorda che il 58% del territorio regionale è sottoposto a vincolo paesaggistico, elemento che rende particolarmente delicata la definizione del Piano Paesaggistico.

All’inizio dei lavori, il Consigliere Matteo Piloni (PD) aveva presentato una richiesta di sospensiva della trattazione del PTR “in attesa dell’approvazione del Piano Paesaggistico”, salvo poi ritirarla per consentire un accordo sul testo di un ordine del giorno del PD, successivamente approvato con modifiche, nel quale vengono previste “tempistiche certe” per l’approvazione del Piano Paesaggistico.

L’Assessore al Territorio Gianluca Comazzi, ringraziando il Consiglio per l’approfondito lavoro, ha spiegato che si è preferito non rinviare ulteriormente il PTR, sottolineando che il Piano Paesaggistico deve essere concordato con il Ministero della Cultura attraverso procedure complesse e tempi lunghi.

Consumo di suolo, comuni adeguati e differenze con altre Regioni

Nel suo intervento, l’Assessore Gianluca Comazzi ha affrontato anche il tema del consumo di suolo. Ha informato che numerosi Comuni, “per un totale di circa sette milioni di abitanti, si sono già adeguati alle norme regionali in materia”. Secondo i dati illustrati in Aula, gli indici di consumo di suolo della Lombardia risultano più bassi rispetto a quelli di molte altre Regioni, comprese alcune tra le più importanti a livello nazionale.

Questi elementi si collegano direttamente agli obiettivi del PTR, che punta a conciliare sviluppo e tutela del territorio, anche in considerazione della forte presenza di aree vincolate sotto il profilo paesaggistico.

Il commento di Jonathan Lobati: “Non è solo un documento tecnico”

A Milano, ad approvazione avvenuta, il Consigliere regionale bergamasco Jonathan Lobati, presidente della V Commissione Territorio, Infrastrutture e Mobilità e relatore del provvedimento sul PTR, ha illustrato il significato politico e strategico del Piano. “Questo provvedimento rappresenta uno dei passaggi più rilevanti della programmazione territoriale della nostra Regione. Non è soltanto un documento tecnico, ma la cornice entro cui immaginiamo, progettiamo e vediamo la Lombardia del domani. Il nuovo Piano introduce numerosi elementi di innovazione e semplificazione che rafforzano la capacità della Lombardia di orientare il suo sviluppo negli anni”.

Lobati ha evidenziato come il PTR sia pensato come “uno strumento dinamico, capace di accompagnare la crescita della Regione nei prossimi anni, integrando le politiche infrastrutturali, ambientali, paesaggistiche e di sviluppo economico”.

La “Lombardia del futuro” e i cinque pilastri della vision

Nel definire l’impianto strategico del documento, Lobati ha spiegato che “il primo passo è la costruzione di una vision per la ‘Lombardia del futuro’, strutturata su cinque pilastri fondamentali: Coesione e connessioni; attrattività, per valorizzare il capitale territoriale; resilienza e governo integrato delle risorse; riduzione del consumo di suolo e rigenerazione; cultura e paesaggio”.

Questi cinque pilastri delineano la direzione in cui la Regione intende muoversi:

  • Coesione e connessioni, per rafforzare i legami tra aree urbane, periurbane e montane;

  • Attrattività, con la valorizzazione del capitale territoriale e produttivo;

  • Resilienza e governo integrato delle risorse, in risposta alle sfide climatiche e ambientali;

  • Riduzione del consumo di suolo e rigenerazione, per contenere l’espansione urbana e promuovere progetti di recupero;

  • Cultura e paesaggio, come fattori identitari e competitivi per la Lombardia.

I 66 nuovi poli di sviluppo e il riconoscimento dei centri bergamaschi

Uno dei passaggi più innovativi del documento riguarda l’individuazione dei nuovi poli di sviluppo regionale. Come ha ricordato Lobati, “la novità importante è l’aggiunta di 66 nuovi poli di sviluppo regionale suddivisi per rango europeo, regionale e provinciale al fine di sostenere la competitività e la crescita equilibrata dei territori e favorire il policentrismo. Riconosciuti anche Sant’Omobono Terme, Zogno, Piazza Brembana e Ponte San Pietro su mia richiesta”.

Il nuovo PTR passa così dai 12 poli di sviluppo presenti nella versione precedente a 66 poli complessivi, comprendendo anche le nuove funzioni legate, ad esempio, alla logistica e alle energie rinnovabili. Il riconoscimento di Sant’Omobono Terme, Zogno, Piazza Brembana e Ponte San Pietro rappresenta un segnale specifico verso questi territori, inseriti in una logica di policentrismo e riequilibrio tra le diverse aree della Lombardia.

Progetti strategici, logistica, data center ed energie rinnovabili

Il PTR aggiornato prende in esame 17 grandi progetti strategici regionali, includendo anche le realizzazioni per le Olimpiadi 2026, le reti dei collegamenti stradali, ferroviari e aeroportuali, gli insediamenti dei data center e gli interventi per la difesa del suolo e dell’ambiente.

Lobati ha sottolineato che “tra i fenomeni più rilevanti di questo momento storico, il PTR affronta con attenzione il tema degli insediamenti logistici, dei data center e delle fonti energetiche rinnovabili. Un capitolo centrale riguarda anche il riavvio del processo di co-pianificazione paesaggistica. È previsto infatti che Ministero e Regioni elaborino congiuntamente i Piani paesaggistici”.

Il Piano individua inoltre aree con criticità, nelle quali sarà promossa una collaborazione particolare con gli enti locali, per accompagnare processi di trasformazione complessi e garantire un maggiore coordinamento istituzionale.

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