Leffe saluta Ginetto Zambaiti, campione d’Italia e del tessile

Leffe e la Val Gandino dell'economia legata al tessile piangono Luigi Zambaiti, campione d'Italia con l'Inter 71 anni fa. Avrebbe compiuto 93 anni il 9 dicembre

Un impegno che ha segnato una vita intera

Ginetto Zambaiti, figura storica dell’imprenditoria bergamasca, si è spento giovedì 4 dicembre, nella sua casa al confine tra Leffe e Cazzano, all’età di 92 anni. La notizia della sua morte ha colpito profondamente non solo la sua famiglia, ma anche il mondo dell’imprenditoria locale, in particolare nel settore tessile. Sebbene avrebbe compiuto 93 anni il 9 dicembre, la lunga battaglia contro un’insufficienza renale lo ha portato via prima del tempo. Fino agli ultimi giorni, Ginetto ha mantenuto un’incredibile lucidità, continuando a interessarsi agli affari economici e alle notizie quotidiane. Come racconta a L’Eco di Bergamo il figlio, Angelo Gino Zambaiti, “Fino a due giorni fa, quando ormai era allettato, ha voluto che gli leggessi i giornali… e anche quando mi chiedeva dei titoli delle azioni, dimostrava un attaccamento straordinario al lavoro e alla sua azienda”.

Un passato che unisce sport e impresa

La vita di Luigi (all’anagrafe) Zambaiti, dai compaesani detto Barachina, è stata segnata da un’iniziale carriera da calciatore, che lo ha visto crescere nelle giovanili dell’Inter e fare il suo debutto in prima squadra vincendoci lo scudetto nel 1954. Durante gli anni ’50, Zambaiti, esordi nel Vigevano e chiusura a Leffe prima di prendere in mano l’azienda di famiglia, ha avuto anche un’esperienza nella Fiorentina, ma è stato chiamato a tornare in famiglia per assumere un ruolo fondamentale nell’impresa tessile fondata dal padre, Angelo Zambaiti. Il giovane Ginetto ha trasformato un semplice laboratorio di tessitura in un’azienda specializzata nella produzione di coperte e biancheria per la casa, che ha dato un’impronta decisiva all’economia della zona. L’attività cresceva e si sviluppava, mentre Ginetto continuava a trasmettere ai fratelli e ai collaboratori la sua passione per l’impresa, rimanendo al timone del Copertificio Zambaiti a Leffe.

Un uomo che ha fatto la storia della Valle

Secondo il figlio, Ginetto Zambaiti non è mai stato solo un imprenditore, ma una figura familiare che ha saputo trasmettere non solo conoscenze ma anche un forte senso di passione per il lavoro. Questo spirito imprenditoriale si è tramandato anche nella generazione successiva, con i figli Angelo Gino e Olga che hanno proseguito l’attività. Tuttavia, l’impresa ha dovuto affrontare difficoltà, con la crisi del settore tessile che ha colpito pesantemente l’azienda. Nonostante ciò, Ginetto ha continuato a frequentare l’azienda anche negli anni successivi al suo pensionamento, dimostrando un attaccamento senza pari al suo lavoro. Come sottolinea Angelo Gino, “Anche quando la crisi si faceva sentire, mio padre veniva sempre a trovarci per darci un supporto morale”.

La figura di un uomo modesto e amato da tutti

Ricordando suo padre, la figlia Olga sottolinea il carattere semplice e umile di Ginetto, che non amava la vita mondana e preferiva concentrarsi sulle cose essenziali. “Era un uomo profondamente colto, innamorato della musica jazz, afferma Olga. La sua vita, segnata anche dalle esperienze dolorose della guerra, era fatta di storie vere e autentiche, che lasciavano un’impronta significativa in chiunque lo ascoltasse. Per la famiglia Zambaiti, Ginetto è stato una vera e propria roccia, un punto di riferimento solido e immutabile, che ha saputo trasmettere valori e insegnamenti duraturi.

I funerali e il ricordo di una generazione

Ginetto Zambaiti, che aveva perso la sua amata moglie Rosetta Pedrini all’inizio del 2024, lascia un vuoto profondo nella comunità di Leffe e nel mondo dell’imprenditoria locale. I funerali di Ginetto sono in programma sabato 6 dicembre alle ore 15:00 nella chiesa parrocchiale di Leffe. La notizia della sua morte ha suscitato una grande commozione, e i primi a rendere omaggio al compianto imprenditore sono stati i suoi ex dipendenti, che non vedevano da decenni ma che sono venuti a salutarlo appena appreso della sua scomparsa. Questo gesto ha dimostrato ancora una volta il grande affetto e il rispetto che Ginetto aveva conquistato con il suo lavoro, la sua dedizione e la sua capacità di essere sempre un punto di riferimento per tutti.

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