Bergamo – 88 firme raccolte e un stato di agitazione proclamato da Ugl Salute Bergamo e Nursing Up Bergamo: il personale della ASST Papa Giovanni XXIII è in allarme a causa di una scelta organizzativa che vede operatori socio-sanitari (Oss) impegnati in attività alberghiere, lontano dai propri compiti professionali. Questa decisione, che ha suscitato malumore tra i lavoratori, è ritenuta da Ugl Salute e Nursing Up come una violazione delle normative contrattuali e una fonte di demansionamento e dequalificazione.
L’impiego improprio degli Oss: una situazione insostenibile
Secondo quanto riportato dai sindacati, gli operatori socio-sanitari sono stati impiegati in mansioni che non appartengono al loro profilo professionale, come quelle tipiche del settore alberghiero, contribuendo a un aumento del carico di lavoro e privando gli Oss della loro identità professionale. La questione ha sollevato un forte malumore tra i lavoratori, che si sono visti sottrarre tempo ed energie dalle attività assistenziali per essere impegnati in attività non competenti.
Alessandro Morbi, segretario territoriale di Ugl Salute Bergamo, ha dichiarato: «Questa situazione è insostenibile. Gli Oss sono costretti a sopportare carichi di lavoro ingiustificati, e nel contempo, i professionisti alberghieri sono privati delle loro funzioni. Si sta creando un ambiente di lavoro insoddisfacente e poco sicuro».
Le difficoltà anche per gli infermieri
La situazione non riguarda solo gli Oss. Anche gli infermierei sono in difficoltà, poiché il loro lavoro è reso ancora più complicato dalla carenza di personale qualificato. Domenico Cauteruccio, referente territoriale di Nursing Up Bergamo, ha aggiunto: «Questa situazione è ormai insostenibile anche per gli infermieri, che si trovano costretti a far fronte alla carenza assistenziale, sostituendosi di fatto al ruolo degli Oss». Il lavoro di assistenza risulta quindi compromesso, con un impatto negativo sulla qualità del servizio offerto ai pazienti.
La richiesta dei lavoratori
In risposta a questa situazione, i lavoratori hanno inviato una nota firmata da 88 dipendenti, chiedendo un incontro urgente con la direzione ASST Papa Giovanni XXIII e le autorità competenti, incluse la Prefettura di Bergamo, per revocare questa prassi e ripristinare la corretta assegnazione delle mansioni. La richiesta mira a tutelare la qualità assistenziale e i diritti dei lavoratori, garantendo che gli Oss possano tornare a svolgere le loro mansioni senza essere sottratti a compiti che non rientrano nel loro profilo professionale.