Oggi pomeriggio, la Luce della Pace ha fatto il suo arrivo a Palazzo Frizzoni, sede del Comune di Bergamo, dopo un lungo cammino attraverso le vie della città. A scortarla, il gruppo scout di Loreto, insieme all’Assessora alla Pace Marzia Marchesi, che ha accompagnato il simbolo di speranza e fraternità fino alla storica sede comunale. Ad accogliere la luce è stata la Presidente del Consiglio comunale Romina Russo, la quale ha scelto di ospitarla nell’Aula consiliare, ritenendo questo luogo istituzionale il più significativo per custodirla.
La Luce della Pace: un messaggio di solidarietà e fratellanza
La Luce della Pace ha origine in Betlemme, luogo sacro per la cristianità, dove una lampada ad olio arde incessantemente da secoli. Questa fiamma, che brucia con l’olio donato a turno dalle Nazioni cristiane del mondo, è simbolo di unione e spiritualità. Ogni anno, a dicembre, una fiamma proveniente da questa lampada viene utilizzata per accendere altre luci, che vengono poi diffuse in tutto il mondo come segno di pace e fratellanza tra i popoli. La Luce della Pace rappresenta così un messaggio universale di solidarietà, speranza e unità, portando con sé la promessa di un mondo migliore.
Un tradizionale evento che riunisce la città di Bergamo
Oggi, la tradizione di portare la Luce della Pace in giro per il mondo si è rinnovata anche a Bergamo, dove la cerimonia ha avuto luogo in un’atmosfera di forte partecipazione. L’Aula consiliare di Palazzo Frizzoni, luogo simbolo di democrazia e comunità, ha ospitato l’arrivo della luce, creando un legame profondo con il messaggio di pace che essa rappresenta. La presenza della Presidente del Consiglio comunale Romina Russo ha aggiunto valore a questo momento, che non solo segna un gesto simbolico, ma invita anche i cittadini a riflettere sul valore della pace nelle loro vite quotidiane.
Un gesto universale di speranza che conquista il mondo
Ogni anno, la Luce della Pace si diffonde attraverso migliaia di città in tutto il mondo, portando il suo messaggio di speranza e di unità. L’iniziativa, che nasce a Betlemme, si è trasformata in un gesto che attraversa i confini geografici e culturali, arrivando a toccare le persone in ogni angolo del pianeta. Per Bergamo, come per molte altre città, questo gesto rappresenta un momento di riflessione collettiva, un’opportunità per rinnovare l’impegno verso un mondo più giusto e pacifico.
