Il 1° gennaio 2026, come ogni anno, decine di escursionisti si raduneranno sulla cima del Pizzo Formico per un appuntamento che ha ormai il sapore di una tradizione irrinunciabile. Alle 10:30, si celebrerà la Messa di Capodanno ai piedi della storica Croce del Formico, un incontro che si è trasformato in un momento di unione e riflessione per gli appassionati della montagna. Questo rito collettivo, nato spontaneamente dal passaparola, attira ogni anno centinaia di persone, pronte a sfidare il freddo per inaugurare il nuovo anno immersi nella natura.
L’origine della tradizione: il pellegrinaggio di don Martino
La tradizione della Messa di Capodanno sul Pizzo Formico ha radici profonde, risalenti al 1970, quando don Martino Campagnoni, storico direttore del Patronato San Vincenzo di Clusone, decise di trasformare l’abitudine di salire al Formico il giorno di Capodanno in un vero e proprio pellegrinaggio. Con lui, iniziarono a partecipare anche altre figure storiche della comunità locale, come Attilio Pezzoli e Guerino Giudici. Nel corso degli anni, l’afflusso di partecipanti è cresciuto costantemente, fino a diventare una manifestazione che raccoglie centinaia, se non migliaia di persone, tutte radunate attorno alla croce sulla cima del Pizzo Formico.
La salita al Pizzo Formico: percorsi e panorami mozzafiato
Il Pizzo Formico, a 1.636 metri di quota, si trova nel territorio comunale di Clusone, vicino al confine con Gandino, ed è facilmente accessibile da entrambe le località. Molti preferiscono partire da Gandino, dove si può arrivare in auto fino al parcheggio della ex colonia delle Orsoline per il quale è necessario il “Gratta & Sosta” acquistabile nei negozi locali. Da qui, si devia dai sentieri tradizionali per raggiungere la Croce del Formico passando per la Montagnina e il Rifugio Parafulmine. La salita da Clusone, che passa dal Rifugio San Lucio, rimane però nel cuore di molti, e anche questa opzione offre panorami spettacolari lungo il cammino.
La Croce del Formico: storia e simbolo
La Croce del Formico non è solo un punto di riferimento per la Messa di Capodanno, ma anche un monumento carico di storia. La sua imponente struttura in ferro fu eretta nel 1933 in occasione dell’Anno Santo straordinario, con benedizione ad agosto dello stesso anno, ad opera di monsignor Attilio Plebani, arciprete di Clusone. La croce, alta 19 metri con un’apertura delle braccia di oltre 9 metri, è stata finanziata dalla famiglia clusonese dei Colombo, detti “Gubì”, e ha richiesto uno straordinario impegno logistico. Per il trasporto dei circa cinquemila chili di materiali in quota, furono mobilitati centinaia di agricoltori della contrada dei “Cumini”, che contribuirono con il loro lavoro e quello degli animali da soma.
Don Tommaso Frigerio e la celebrazione della Messa
Per decenni, la Messa di Capodanno è stata celebrata da don Martino Campagnoni, ma negli ultimi anni il testimone è passato a don Tommaso Frigerio, vicerettore del Seminario di Bergamo e responsabile della comunità di Teologia. La tradizione continua quindi anche nel 2026, con la celebrazione della Messa sulla cima del Pizzo Formico, che segna la chiusura dell’Anno Giubilare 2025.
Un panorama mozzafiato per il nuovo anno
Le previsioni meteo per il 1° gennaio 2026 indicano temperature rigide, ma condizioni ideali per una giornata all’insegna della bellezza e della contemplazione. Il cielo sarà favorevole, offrendo una vista a 360 gradi che abbraccia le Orobie, con Alben e Presolana in primo piano, il gruppo dell’Adamello, la Pianura Padana e, nelle giornate più limpide, anche gli Appennini. Per i partecipanti, la Croce del Formico non è solo un luogo di preghiera, ma anche un punto privilegiato per godere di un panorama straordinario.
Nel 2033 e il Centenario della Croce
La Messa di Capodanno 2026 rappresenta anche un passaggio importante, in quanto segna la conclusione dell’Anno Giubilare 2025. Tuttavia, la tradizione continuerà, con il prossimo grande appuntamento previsto nel 2033, quando si celebreranno i 2000 anni dalla morte di Cristo e il Centenario della Croce del Formico. Questo evento promette di essere un altro momento storico che arricchirà una tradizione ormai radicata nella comunità di Clusone e nei cuori degli appassionati di montagna.
