Un violento incendio ha devastato all’alba di giovedì 15 gennaio un capannone industriale a Seriate, al confine con Pedrengo, causando danni ingenti per diversi milioni di euro. Il rogo, le cui cause non sono ancora state accertate, ha portato alla distruzione di numerosi mezzi da lavoro e ha indotto i carabinieri a disporre il sequestro dell’intera area. Il sospetto di un’origine dolosa è forte, tanto che sul posto è stato attivato il Nucleo investigativo antincendio dei vigili del fuoco.
L’incendio e l’intervento dei soccorsi
L’allarme è scattato intorno alle 6.20 del mattino da via Venezian, nella parte orientale di Seriate. L’area coinvolta, di circa 1.200 metri quadrati, ospita tre aziende: MP Demolizioni, rimasta illesa, Marchetti Luigi, specializzata in trasporti con mezzi pesanti, e la Paolo Trevisan, attiva nella manutenzione del verde pubblico e privato. Le fiamme sono partite dall’interno del capannone, per poi estendersi rapidamente tra mezzi parcheggiati e materiale stoccato, causando il crollo parziale della copertura.
In totale sono state sei le squadre dei vigili del fuoco intervenute, con mezzi da Bergamo, Gazzaniga, Romano e Madone. Il rogo è stato circoscritto in un’ora, ma le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sono proseguite fino alle 13. A supporto sono state inviate anche due ambulanze, ma fortunatamente non si registrano feriti.
I danni: mezzi distrutti e struttura compromessa
Secondo le prime stime, sono andati distrutti almeno due camion di grossa cilindrata, due furgoni, un escavatore e diversi muletti e carrelli elevatori. Altri mezzi parcheggiati all’esterno risultano danneggiati, e la struttura portante del capannone ha subito un cedimento importante, con il crollo della trave a nord che ha trascinato parte della copertura.
Indagini in corso, area sotto sequestro
Poiché l’incendio è scoppiato in un orario in cui il capannone era vuoto, e non è stata individuata alcuna causa accidentale, i carabinieri della Tenenza di Seriate, in coordinamento con la Compagnia di Bergamo, hanno disposto il sequestro dell’intera area. Le indagini sono ora nelle mani del Nucleo investigativo antincendio dei vigili del fuoco, che inizieranno i rilievi tecnici a partire da domani.
I titolari delle aziende coinvolte, ascoltati dagli inquirenti, avrebbero escluso tensioni o minacce recenti che potessero motivare un’azione dolosa. Tuttavia, il sospetto rimane concreto, come confermato anche da alcuni dipendenti. «Lavoro qui da trentacinque anni, mai avuto problemi con nessuno, ma il sospetto del dolo c’è», ha dichiarato un lavoratore della ditta Trevisan.
Attesa per i risultati delle indagini
L’accertamento delle cause sarà affidato agli esiti del rapporto tecnico dei vigili del fuoco, che verrà trasmesso alla Procura nei prossimi giorni. Fino ad allora, l’area rimarrà inaccessibile e sotto stretta sorveglianza. L’incendio ha sollevato preoccupazione anche tra le autorità locali, visto l’elevato rischio per le attività industriali della zona.