Il progetto della nuova Gamec accende il dibattito politico a Bergamo. Nella seduta del consiglio comunale di giovedì 29 gennaio, lo stato di avanzamento dei lavori della nuova Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea è stato al centro di un duro confronto tra maggioranza e minoranza, a seguito della risoluzione del contratto con l’impresa appaltatrice Manelli Impresa Srl, formalizzata nel dicembre 2025 per gravi ritardi e inadempienze.
Il Comune ha comunicato l’avvio delle procedure per affidare i lavori a un nuovo soggetto, con l’obiettivo di riprendere al più presto le attività di cantiere. Ma la tempistica e la gestione dell’intera operazione sono finite sotto accusa, in particolare da parte dell’opposizione.
L’attacco dell’opposizione: “Gestione opaca e irresponsabile”
Ida Tentorio, consigliera di Fratelli d’Italia, ha parlato senza mezzi termini di “fallimento nella gestione del progetto”. In aula ha dichiarato:
“La nuova Gamec è stata presentata come un’opera strategica per l’immagine della città, ma il ritardo accumulato rappresenta un’ammissione esplicita di cattiva gestione. Per mesi il cantiere è rimasto fermo, con pochi operai e nessuna attività visibile. È grave che il Comune abbia appreso della crisi dell’impresa appaltatrice dai giornali o da altri enti: questo certifica un collasso nella catena di controllo.”
La consigliera ha inoltre ricordato che nella relazione inviata al ministero si parla di un avanzamento lavori fermo al 25%, con ritardi noti fin dal 2023, e ha accusato l’amministrazione di non aver informato adeguatamente il consiglio comunale, nascondendo una situazione critica e potenzialmente lesiva per gli interessi pubblici.
“Non si può parlare di atto di coraggio nella rescissione del contratto: è una decisione tardiva,” ha proseguito Tentorio, “e potrebbe avere conseguenze gravi: contenziosi, penali, perdita di fondi pubblici. Chiediamo che venga indicato con chiarezza chi è stato responsabile del progetto, che si quantifichi l’entità del danno e si presenti un cronoprogramma concreto per la ripartenza, assumendosi pubblicamente la responsabilità politica del ritardo.”
La replica della maggioranza: “Massimo impegno e volontà di trasparenza”
Di fronte alle critiche, la maggioranza ha difeso il proprio operato, sostenendo che la decisione di risolvere il contratto con l’impresa sia stata doverosa e motivata dalla tutela dell’interesse pubblico. È stato ribadito l’impegno a garantire la trasparenza nelle prossime fasi, con aggiornamenti puntuali al consiglio comunale.
Secondo l’amministrazione, i ritardi dell’impresa appaltatrice erano monitorati da tempo, ma i margini d’azione erano limitati fino al verificarsi di evidenti inadempienze contrattuali. La risoluzione è quindi arrivata nel momento in cui è stato legalmente possibile intervenire senza pregiudicare ulteriormente il progetto.
È stato inoltre confermato che il Comune ha già avviato tutte le procedure necessarie per l’individuazione di un nuovo operatore, con l’obiettivo di riprendere i lavori nel più breve tempo possibile, evitando la perdita dei finanziamenti e contenendo i rischi legali.