Prosegue l’attività della Questura di Bergamo sul fronte dei rimpatri e delle espulsioni di cittadini stranieri irregolari o condannati per gravi reati. Nei giorni scorsi, l’Ufficio Immigrazione ha eseguito tre rimpatri, dando attuazione a provvedimenti emessi dalle autorità competenti nell’ambito delle misure di sicurezza e controllo del territorio.
Il caso più rilevante riguarda un cittadino marocchino di 32 anni, accompagnato nel suo Paese d’origine dopo la scarcerazione, avvenuta al termine dell’espiazione di una pena di 2 anni e 4 mesi di reclusione. L’uomo era stato condannato per rapina, lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.
Il provvedimento di espulsione era stato emesso dal Prefetto di Bergamo il 3 febbraio, in seguito al rigetto della richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno. Una volta conclusa la detenzione, è stato quindi disposto il rimpatrio con accompagnamento in Marocco, eseguito dalla Questura.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 32enne si era reso responsabile di una rapina ai danni di una donna, aggredita violentemente nel tentativo di sottrarle il telefono cellulare e il denaro. La vittima era stata bloccata e colpita con calci e pugni, riuscendo però a sottrarsi all’azione grazie all’intervento provvidenziale di un passante. La condotta aggressiva dell’uomo non si era fermata: anche nei confronti delle forze dell’ordine intervenute, aveva opposto resistenza.
Il suo profilo risultava già noto alle autorità. Il cittadino marocchino aveva infatti precedenti penali per furto aggravatoed era destinatario di misure di prevenzione, tra cui avviso orale e foglio di via obbligatorio, a conferma di una pericolosità sociale valutata nel tempo.
Accanto a questo caso, la Questura ha dato esecuzione anche a due rimpatri di cittadini albanesi, avvenuti nel corso dello scorso mese. Il primo riguardava un uomo che stava scontando una pena di 9 mesi di reclusione per furto in abitazione. Per lui, l’Ufficio di Sorveglianza di Brescia ha disposto l’espulsione come misura alternativa alla detenzione, consentendo così il rimpatrio anticipato nel Paese d’origine.
Il secondo cittadino albanese, invece, si trovava in posizione di irregolarità sul territorio nazionale ed era stato arrestato e condannato per il possesso di documenti di identificazione falsi. Anche in questo caso, ultimate le procedure di legge, è stato disposto il rimpatrio.
Le operazioni confermano l’impegno della Questura di Bergamo nel dare esecuzione ai provvedimenti di espulsione, soprattutto nei confronti di soggetti con precedenti penali o responsabili di reati contro la persona e il patrimonio. Un’attività che rientra in una più ampia strategia di tutela della sicurezza pubblica e di contrasto all’illegalità, portata avanti in coordinamento con la Prefettura e l’autorità giudiziaria.