Un viaggio tra le meraviglie delle Orobie
Stasera, venerdì 13 febbraio, alle ore 20:45, l’Auditorium Modernissimo di Nembro ospita la proiezione gratuita del documentario “Le Orobie e i suoi abitanti”. Questo straordinario film, realizzato dal bergamasco Daniele Gangemi, offre uno sguardo inedito sulle Alpi Orobie, un tesoro naturale nel cuore dell’Europa, famoso per la sua bellezza selvaggia e la varietà di paesaggi, flora e fauna.
Il documentario racconta il fascino delle Orobie e dei suoi abitanti, esplorando la vita di animali che vivono in un ambiente straordinario. Gangemi, regista e produttore, ci accompagna attraverso la maestosità delle vette che si estendono per oltre 90 chilometri, svelando i segreti di animali come le rane temporanee e i comportamenti straordinari del merlo acquaiolo, impegnato in una coreografia di corteggiamento.
L’importanza degli alberi e dei funghi nelle Orobie
“Gli alberi e i funghi sono dei veri maestri” afferma Daniele Gangemi, mettendo in evidenza un aspetto fondamentale del documentario. Nei vasti boschi delle Alpi Orobie, gli alberi non solo crescono, ma comunicano tra loro attraverso una rete sotterranea chiamata Wood Wide Web, creata dal micelio dei funghi. “Gli alberi si avvisano in caso di allarme, sostengono e rinforzano gli esemplari più deboli”, spiega Gangemi, riferendosi alla cooperazione che avviene tra gli esseri viventi nel cuore di questo ecosistema.
Questa sinergia tra piante e animali è fondamentale per la sopravvivenza in un ambiente che può essere molto ostile. Le Orobie sono il palcoscenico di queste dinamiche naturali, dove ogni essere vivente, grande o piccolo, è un anello importante della rete della vita.
Le straordinarie riprese di Baldovino Midali
Il documentario è frutto della collaborazione tra Daniele Gangemi e Baldovino Midali, documentarista e panettiere di Branzi, il cui amore per la propria terra lo ha spinto a dedicarsi alla salvaguardia della fauna delle Orobie. Gangemi ricorda: “Se sono riuscito a immaginare un progetto del genere, lo devo a Baldovino. Mi ha invitato a casa sua e mi ha parlato delle sue avventure in Val Brembana, da lì è nata l’idea del documentario. Mi ha dato accesso al suo materiale senza troppi vincoli, un gesto nobile e raro che ho apprezzato molto”.
Midali, con le sue riprese dell’aquila reale, ha già ricevuto riconoscimenti importanti, come un premio da GoPro. Le sue riprese, insieme a quelle di Massimiliano Manuel Paolino, fotografo naturalista, hanno contribuito a raccontare la vita degli stambecchi e dei camosci nel contesto innevato delle Orobie.
Il documentario e la visione di Gangemi
Nel documentario, Daniele Gangemi esplora anche il legame tra gli animali delle Orobie e le teorie sul comportamento e sull’intelligenza delle piante, grazie anche all’ispirazione derivata dal neurobiologo Stefano Mancuso. “Le piante abitano questo pianeta da ben 5 milioni di anni, e in termini di sopravvivenza hanno sicuramente qualcosa da insegnare”, afferma Gangemi, sottolineando come l’Homo sapiens, purtroppo, sembri poco disposto ad ascoltare queste lezioni di vita.
La programmazione del documentario e l’impegno di Gangemi
Il documentario, della durata di 52 minuti, è stato curato da Daniele Gangemi in ogni fase, dalla produzione alla post-produzione. Inoltre, Gangemi ha completato recentemente un altro progetto intitolato “La montagna che rivive”, sempre ambientato tra le Orobie e trasmesso su Rai Tre.
Durante la proiezione di venerdì 13 febbraio, Gangemi è presente per rispondere alle domande del pubblico, raccontando ulteriori dettagli sul lavoro e sulle difficoltà incontrate durante le riprese in montagna.
L’ingresso all’evento è gratuito, e la serata rappresenta un’occasione unica per scoprire e apprezzare la bellezza delle Orobie e il delicato equilibrio naturale che caratterizza questo angolo di paradiso.
