La valorizzazione dell’ex Chiesa di San Nicolò
Il futuro della Chiesa di San Nicolò all’interno del complesso dei Celestini, situato tra Borgo Santa Caterina e lo stadio di Bergamo, è al centro di un piano di valorizzazione. Nonostante non faccia parte direttamente del progetto per la nuova sede del Politecnico delle Arti, il luogo di culto continua a essere oggetto di attenzione. La chiesa, pur essendo stata lasciata dalle Suore Sacramentine, rimane di loro proprietà. Don Davide Rota Conti, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Bergamo, sottolinea che non vi è alcuna emergenza imminente riguardo alla conservazione del patrimonio, anche se alcuni piccoli interventi potrebbero essere necessari a causa dell’umidità derivante dal riscaldamento spento. La chiesa, comunque, è mantenuta in perfette condizioni di pulizia e cura dalle suore ogni settimana.
Un patrimonio storico da preservare
La chiesa, con le sue radici che risalgono al 1309, è un esempio pregevole di storia dell’arte e spiritualità. Consacrata nel 1311, ha subito nel corso dei secoli vari ampliamenti e arricchimenti, tra cui decorazioni in stile barocco. Il ciclo di affreschi trecenteschi e altre opere artistiche sono tra i beni più significativi. Nonostante le difficoltà legate all’umidità, il ciclo di affreschi non ha subito danni rilevanti. Don Rota Conti ha dichiarato che la Fondazione Bernareggi è disposta a supportare le Suore Sacramentine e la parrocchia di Borgo Santa Caterina in un percorso per valorizzare l’edificio. Questo approccio mira non solo alla raccolta di fondi, ma anche alla fruizione del bene culturale, in linea con il progetto delle Vie del Sacro.
Il futuro dell’ex convento e il Politecnico delle Arti
L’ex convento dei Celestini, che ospiterà la sede del Politecnico delle Arti, sarà completamente ristrutturato entro il 2028. Il Politecnico, che vi accoglierà anche il Conservatorio, ha acquistato l’immobile per una somma di circa 7 milioni di euro, con parte dei fondi provenienti dalla Cassa depositi e prestiti e dal Politecnico stesso. La chiesa di San Nicolò, però, non è inclusa nell’acquisto, rimanendo di proprietà delle suore. A tal riguardo, il presidente del Politecnico delle Arti, Giorgio Berta, ha spiegato che, pur non avendo competenze dirette sulla chiesa, si stanno già pianificando interventi per garantirne la sicurezza.
Istituzioni e fondazioni pro San Nicolò
Anche il Comune di Bergamo si è dichiarato disponibile a supportare la valorizzazione della chiesa di San Nicolò. Il vicesindaco e assessore alla Cultura Sergio Gandi ha confermato che il Comune è pronto a intraprendere iniziative concrete per favorire la conservazione del bene. Inoltre, la Fondazione Credito Bergamasco, su sollecitazione del consigliere Alessandro Invernici, ha deciso di stanziamento 10.000 euro per un intervento di salvaguardia dell’apparato decorativo della chiesa. Il presidente della fondazione, Angelo Piazzoli, ha sottolineato che questa donazione è un segno tangibile di sostegno alla conservazione di un patrimonio culturale di grande valore.
Acquisto e ristrutturazione dell’immobile
Il progetto di ristrutturazione del complesso dei Celestini, che include anche l’acquisizione della chiesa di San Nicolò, è stato sbloccato grazie all’investimento di 9,5 milioni di euro da parte del Ministero per l’Università e la Ricerca. Questo stanziamento è stato messo a disposizione per la ristrutturazione del Politecnico delle Arti, che occuperà il complesso entro il 2028. La data del 22 febbraio 2023 segnerà la fine dei 60 giorni di legge per l’eventuale esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato. Nel frattempo, si sta già progettando come tutelare e mantenere in sicurezza il patrimonio del complesso durante le opere di ristrutturazione.
Anche basta foraggiare, da parte del Comune di Bergamo, confraternite, congreghe, amici degli amici etc etc. (riferimento dichiarazioni di Gandi).
Ci sono cittadini e famiglie in grandi difficoltà economica e per loro non ci sono mai soldi,.se non oboli. – quando e se accade – da distribuiti come fossero cavalli in batteria…
Orio Zaffanella “Mordilavita”