Le Zone 30 si espandono: Bergamo abbassa il limite di velocità in sei quartieri

L'amministrazione comunale avvia il piano di ampliamento delle Zone 30 con l'obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e ridurre l'inquinamento in città

La città si avvicina al modello “Città 30”

Con l’obiettivo di aumentare la sicurezza stradale e ridurre l’inquinamento, Bergamo si prepara a espandere la rete delle Zone 30. Questo progetto coinvolgerà un totale di 115 strade, che coprono 21 chilometri della città, e avrà inizio nella primavera ormai alle porte. Saranno coinvolti quartieri centrali e periferici più arterie di comunicazione primarie, tra cui Borgo Santa Caterina, Borgo Palazzo, Malpensata, San Tomaso e Colognola, ma anche strade secondarie come via Pitentino e via Pascoli. L’assessore alla Mobilità, Marco Berlanda, ha spiegato che l’obiettivo è quello di realizzare l’iniziativa caso per caso, adattandola alle necessità specifiche di ciascun tratto viario.

Obiettivi e strategie: sicurezza, inquinamento e convivibilità

Il piano, già annunciato durante la Settimana Europea della Mobilità, mira a rispondere a diverse problematiche urbane. La principale finalità è quella di aumentare la sicurezza stradale, ridurre l’inquinamento e migliorare la convivenza tra pedoni, ciclisti e veicoli privati. Non si tratta di una novità assoluta, poiché l’amministrazione Carnevali aveva già presentato l’idea di estendere le Zone 30 nei mesi precedenti, ma ora il piano entra nella sua fase operativa.

Un progetto graduale: il piano in due fasi

L’implementazione del piano avverrà in due fasi. La prima fase, che partirà a marzo 2026, coinvolgerà le prime 13 Zone 30. Queste saranno successivamente realizzate grazie alla predisposizione della segnaletica e dei cartelli a cura di Atb. La seconda fase, che si concluderà entro la fine del 2026, vedrà l’aggiunta di altre 18 zone. Con l’avvio di questo progetto, la percentuale di strade cittadine con il limite a 30 km/h passerà dal 73% del 2025 a circa l’88% nel 2026, coprendo un totale di circa 196 chilometri. Tuttavia, le principali arterie statali o provinciali non saranno coinvolte nel piano.

Una scelta che evita errori di metodo

A differenza di altre città italiane, come Bologna, dove il piano “Città 30” è stato annullato dal Tar per una decisione generalizzata e non motivata caso per caso, Bergamo adotta un approccio più personalizzato. Ogni zona sarà trattata singolarmente, con ordinanze specifiche che motivano l’introduzione delle Zone 30. Questo approccio, come sottolineato da Berlanda, è stato scelto per evitare errori di metodo e per garantire che ogni strada riceva l’attenzione necessaria.

Alcune delle vie interessate

Zone 30 saranno attivate da via Borgo Palazzo a via Pignolo, da via Tasso a via San Francesco d’Assisi e in via Santa Caterina nei borghi. Più periferiche, invece, via per Azzano San Paolo che si diparte da Colognola. Via San Bernardino sarà coinvolta nella parte storica, quella verso le Cinque Vie. Via San Giovanni Bosco è ricompresa nella riforma della mobilità e collega la Malpensata all’anello di circonvallazioni all’intersezione con Campagnola. Quanto alle arterie minori, via Pitentino che costeggia l’ex palasport, via Fornoni in zona Suardi, via Furietti sempre alla Malpensata, un rettilineo tra le direttrici Don Bosco-via per Zanica, via Elba a San Tomaso de’ Calvi, via Galli che è una strada interna comunicante con San Bernardino bassa prima del rondò di Colognola, via Muzio a Colognola, via Pascoli in centro e via dei Celestini tra Borgo Santa Caterina, il Quartiere Finardi e lo stadio.

Prevenzione e sicurezza stradale: nuovi strumenti in arrivo

Per accompagnare l’espansione delle Zone 30, l’amministrazione comunale sta introducendo nuove soluzioni per migliorare la sicurezza stradale. Tra questi strumenti ci sono i cuscini berlinesi, i pannelli elettronici per il rilevamento della velocità (“speed check”) e i “noise check”, colonnine che monitorano il livello del rumore, in particolare quello prodotto dalle moto. Questi dispositivi non sono sanzionatori, ma agiscono come deterrenti per gli automobilisti, inducendoli alla prudenza.

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