Turismo olimpico, a Bergamo ricaduta da 2,2 milioni: bene, ma meno delle attese

Un’occasione che ha portato numeri migliori rispetto a un febbraio ordinario, ma senza il boom sperato.

 Spenti i riflettori sulle Olimpiadi invernali, per albergatori e commercianti bergamaschi è tempo di bilanci. L’impatto economico sul territorio è stato positivo, ma inferiore alle previsioni iniziali: circa 2,2 milioni di euro tra ospitalità e commercio, contro i 4,5 milioni stimati alla vigilia.

19 mila presenze in più, ma niente boom

Nei giorni dei Giochi si sono registrate circa 19 mila presenze aggiuntive rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato incoraggiante, soprattutto considerando che febbraio è tradizionalmente un mese debole per il turismo, ma lontano dall’effetto pienone che molti si aspettavano.

«Se a livello nazionale la ricaduta stimata è di 5,3 miliardi di euro, di cui 2,5 su Milano, possiamo affermare che sui territori contigui l’effetto sia stato contenuto e al di sotto delle aspettative», spiega Alessandro Capozzi, presidente di Federalberghi Bergamo al Corriere Bergamo.

L’occupazione delle camere, inizialmente attestata tra il 60 e il 70% (7-8% in più rispetto a un normale febbraio), non ha poi registrato l’ulteriore crescita prevista.

Alberghi meglio di commercio e ristorazione

Secondo le stime di Confcommercio, l’incremento si traduce in circa: 12 mila presenze in più nel comparto alberghiero, 17 mila nell’extra alberghiero, concentrate soprattutto in città.

Il volume di ricavi per l’ospitalità viene stimato in circa 1,6 milioni di euro. Molti hotel hanno aumentato le tariffe del 10-15%, beneficiando dell’effetto “spillover” di Milano, dove prezzi elevati e disponibilità limitata hanno spinto parte dei visitatori a scegliere Bergamo come base logistica.

Diverso il discorso per ristorazione e commercio, che hanno generato circa 660 mila euro aggiuntivi: un risultato positivo rispetto a un febbraio standard, ma inferiore alle aspettative. Molti ospiti, infatti, partivano la mattina per assistere alle gare a Milano e rientravano la sera, limitando la spesa sul territorio.

«Non si è arrivati al 100% dell’occupazione: una partita importante dell’Atalanta, in proporzione, fa numeri più alti», osserva Christophe Sanchez di Visit Bergamo.

L’effetto immagine e l’aeroporto

Oltre ai ricavi diretti, resta l’impatto mediatico. Le immagini diffuse a livello internazionale hanno contribuito alla promozione dell’intero territorio lombardo. Molte comitive hanno visitato Bergamo nei giorni liberi, condividendo contenuti sui social e utilizzando l’aeroporto di Orio al Serio come punto di arrivo e partenza.

Durante il mese di febbraio: il traffico negli aeroporti del Nord Italia è cresciuto del 10% medio giornaliero, con un +50% rispetto a gennaio nei picchi, il 30% dei voli è stato legato a business aviation, charter e delegazioni.

Orio ha gestito tra 130 e 150 voli al giorno, con un aumento significativo di voli di linea e privati. «Ancora una volta la posizione baricentrica e i collegamenti rendono l’aeroporto strategico per i grandi eventi», commenta il presidente di Sacbo, Giovanni Sanga.

Bene, ma sotto le attese

In sintesi, l’effetto Olimpiadi su Bergamo è stato positivo ma ridimensionato rispetto alle stime iniziali. Un’occasione che ha portato numeri migliori rispetto a un febbraio ordinario, ma senza il boom sperato.

Ora l’attenzione si sposta sulle Paralimpiadi, con la speranza che possano consolidare – o magari ampliare – l’impatto turistico sul territorio.

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