Bergamo, oltre 11mila case sfitte: il 14% del patrimonio abitativo

Il Comune rilancia l’agenzia “Abito Bergamo” per favorire affitti calmierati e far incontrare domanda e offerta

 A Bergamo 11.763 abitazioni risultano attualmente sfitte, pari a circa il 14% del patrimonio immobiliare cittadino. Un dato significativo che l’amministrazione comunale vuole trasformare in una risorsa per affrontare l’emergenza abitativa, rilanciando l’agenzia per la casa “Abito Bergamo” in collaborazione con Fondazione Casa Amica e Acli Bergamo.

L’obiettivo è chiaro: rimettere in circolo gli alloggi inutilizzati e favorire contratti di locazione a canone concordato, offrendo garanzie ai proprietari e prezzi più accessibili per gli inquilini.

I numeri delle case vuote

Secondo i dati contenuti nel nuovo Piano di Governo del Territorio, aggiornati a novembre 2022, in città ci sono 70.366 abitazioni complessive, di cui 11.763 non utilizzate.

Di queste, 4.149 unità sono già dotate di allacciamenti a gas, acqua ed elettricità, quindi potenzialmente abitabili da subito. Più complessa la situazione per altre 6.164 abitazioni registrate al catasto ma non presenti nei dati dell’Ufficio Tributi, che potrebbero richiedere interventi di ristrutturazione prima di essere immesse sul mercato.

A queste si aggiungono 1.105 alloggi previsti nei piani attuativi comunali e 345 con titoli edilizi già rilasciati.

Perché molte case restano vuote

Le ragioni che portano i proprietari a lasciare gli appartamenti inutilizzati sono diverse e non sempre legate agli affitti turistici.

Molti alloggi restano “in stand-by” per i figli, altri non vengono affittati dopo esperienze negative con inquilini morosi. In altri casi, gli immobili necessitano di lavori prima di poter essere messi sul mercato.

Per questo l’amministrazione comunale punta su strumenti di accompagnamento e mediazione tra proprietari e inquilini.

Il rilancio di “Abito Bergamo”

L’agenzia per la casa, nata nel 2017, sarà ora gestita da Fondazione Casa Amica fino al 2030. Il servizio offrirà un front-office dedicato ai cittadini, ma anche attività di analisi del mercato abitativo e raccolta dei bisogni.

«Il tema della casa è centrale e in continua evoluzione – spiega l’assessora alle Politiche della casa Claudia Lenzini –. L’obiettivo è favorire l’incontro tra domanda e offerta e valorizzare il patrimonio immobiliare inutilizzato».

Il canone concordato rappresenta uno degli strumenti principali: consente infatti agevolazioni fiscali per i proprietari e affitti più accessibili per gli inquilini.

Un’équipe multidisciplinare

Fondazione Casa Amica metterà a disposizione un’équipe composta da operatori legali, amministrativi e sociali, con il compito di supportare sia i proprietari sia le famiglie in cerca di casa.

«Riuscire a rimettere sul mercato anche solo una parte di quel 14% di alloggi vuoti – sottolinea il direttore Fausto Gritti – potrebbe rafforzare la città senza consumare nuovo suolo».

Secondo gli operatori del settore, il sistema degli affitti calmierati rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare le trasformazioni sociali delle città, tra denatalità, invecchiamento della popolazione e nuove fragilità economiche.

La sfida sociale

Un ruolo importante sarà svolto anche da Acli Bergamo, incaricata della comunicazione del progetto. L’obiettivo è ricostruire la fiducia tra proprietari e inquilini, spesso incrinata da esperienze negative.

«La sfida è ricostruire un patto sociale che negli anni si è indebolito – spiega Dario Acquaroli, responsabile abitare delle Acli –. Dietro i numeri ci sono storie e persone che cercano soluzioni abitative stabili».

Il nuovo sportello comunale non si limiterà quindi alla gestione delle pratiche, ma cercherà anche di intercettare i bisogni emergenti, come quelli delle giovani coppie che oggi faticano a trovare casa sul mercato.

Un mercato sempre più teso

Negli ultimi anni le richieste di aiuto per la casa sono cambiate. Dopo il picco legato alla pandemia, quando tra il 2020 e il 2022 il Comune ha gestito circa 1.500 pratiche all’anno per contributi agli affitti, nel 2025 le pratiche sono scese a circa 600, a cui si aggiungono 200 consulenze telefoniche.

La domanda abitativa, però, resta elevata. Molte famiglie continuano a cercare una casa senza trovare offerte adeguate, mentre una parte consistente del patrimonio immobiliare resta inutilizzata.

Per questo il Comune punta a “rendere mobile ciò che è immobile”, trasformando le case vuote in una risposta concreta alla crescente difficoltà di accesso alla casa in città.

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