Un gruppo di rider si è riunito sabato pomeriggio in piazza Pontida a Bergamo per chiedere maggiori diritti e migliori condizioni di lavoro. La manifestazione rientra nella giornata di mobilitazione nazionale promossa dalla Cgil per denunciare la precarietà nel settore del food delivery e chiedere un sistema più equo per i lavoratori.
Alla protesta hanno partecipato circa venti rider, molti dei quali lavorano quotidianamente sulle strade della città effettuando consegne per le principali piattaforme di delivery.
Secondo quanto emerso durante il presidio, le condizioni lavorative sono spesso molto impegnative. I rider raccontano di trascorrere tra le 10 e le 16 ore al giorno in bicicletta, lavorando sette giorni su sette e completando da 5 a 14 consegne al giorno, anche in condizioni meteo difficili.
Il problema principale riguarda la mancanza di tutele e la modalità di retribuzione. I lavoratori spiegano infatti che il pagamento avviene per singola consegna, indipendentemente dal tempo effettivamente trascorso in servizio o dai chilometri percorsi.
«Siamo qui per sostenere questi rider che non hanno diritti né tutele», ha spiegato Ayman Bourrai della Nidil Cgil di Bergamo. «Molti lavorano anche 70 ore a settimana, ma non vengono pagati per tutto il tempo in cui restano disponibili sulla piattaforma».
Secondo il sindacato, l’attuale sistema di pagamento porta a guadagni limitati. I rider percepirebbero circa 1.200-1.300 euro lordi al mese, cifre considerate insufficienti rispetto alle ore di lavoro svolte.
Per questo motivo i manifestanti chiedono un cambiamento nel modello contrattuale. Tra le richieste principali c’è l’applicazione del contratto nazionale del trasporto merci e logistica, che garantirebbe un inquadramento più stabile.
Il sindacato propone infatti un contratto di lavoro subordinato, con orari definiti, coperture assicurative e uno stipendio più alto, che potrebbe arrivare oltre i 2.000 euro lordi mensili.
La protesta ha voluto accendere i riflettori anche sulla dimensione del fenomeno nella provincia di Bergamo. Secondo le stime della Cgil, sul territorio operano tra i 500 e i 600 rider, di cui circa un centinaio nella sola città di Bergamo.
Un’altra caratteristica del settore è la forte presenza di lavoratori stranieri. Circa l’85% dei rider sarebbe composto da immigrati, provenienti soprattutto da Pakistan, Iran e Afghanistan.
Il presidio di piazza Pontida si inserisce quindi in una mobilitazione più ampia che coinvolge diverse città italiane e che punta a migliorare le condizioni lavorative nel settore delle consegne a domicilio.
Per i rider presenti alla manifestazione, l’obiettivo è chiaro: trasformare un lavoro precario in un’occupazione con diritti, tutele e salari più dignitosi.