Uccisa dal marito a Valtesse: una convivenza impossibile e la confessione alla figlia

Il dramma della violenza domestica che ha portato alla morte di Valentina Sarto e al tentativo di suicidio del marito Vincenzo Dongellini: una convivenza impossibile

Valentina Sarto e le sue richieste di aiuto

Moris Panza, un uomo che aveva iniziato una relazione con Valentina Sarto poco prima della tragedia, racconta di aver cercato più volte di convincerla a denunciare il marito violento. Durante il mese e mezzo di frequentazione, Panza aveva ascoltato i racconti della donna, che gli aveva confidato di essere stata picchiata in due occasioni dal marito, Vincenzo Dongellini. La sua situazione di paura e isolamento sembrava impossibile da sfuggire, nonostante i tentativi di Panza di offrirle supporto.

Valentina, seppur consapevole della gravità della situazione, non si era mai decisa a sporgere denuncia. L’uomo aveva anche accompagnato la donna dai carabinieri per chiedere consigli su come agire, ma Valentina aveva deciso di non intraprendere azioni legali, optando per rimandare, temendo una reazione violenta del marito. In particolare, la gelosia di Dongellini sembrava essere la causa principale delle continue minacce e dei litigi che avevano caratterizzato la vita coniugale della coppia.

Il tragico evento e la chiamata alla figlia

Il femminicidio di Valentina Sarto si è verificato nella sua casa di via Pescaria a Valtesse, quartiere pedecollinare di Bergamo, nella mattinata di mercoledì. La donna, 41 anni, è stata uccisa dal marito con un coltello da cucina, subendo tra i sei e gli otto fendenti alla schiena e al collo. Dopo aver compiuto l’omicidio, Vincenzo Dongellini ha chiamato sua figlia per avvisarla che qualcosa di grave era accaduto. Le sue parole, confuse e piene di angoscia, hanno allertato la ragazza, che ha immediatamente contattato il 112.

Quando i soccorritori e le forze dell’ordine sono giunti sul posto, hanno trovato Valentina senza vita, mentre Dongellini si trovava in uno stato di confusione e con ferite autoinflitte, in evidente tentativo di suicidio. Nonostante il suo gesto, le sue condizioni di salute non sono risultate gravi, e l’uomo è stato successivamente ricoverato in ospedale, dove si trova piantonato in stato di arresto per omicidio volontario.

I precedenti e la causa del litigio fatale

Mentre gli inquirenti proseguono nelle indagini, sembra che la causa scatenante del litigio mortale tra i due coniugi sia stata la gelosia di Dongellini. Da alcuni mesi, la relazione tra i coniugi era deteriorata, e Valentina aveva iniziato a frequentare un altro uomo, con cui aveva avviato una relazione. Questo fatto, unito ad altri dissidi, aveva reso la convivenza sempre più insostenibile.

I vicini avevano notato un aumento delle liti tra la coppia negli ultimi tempi, e l’amicizia di Valentina con Moris Panza sembra aver esacerbato ulteriormente la situazione, con il marito che non accettava la separazione emotiva della moglie. Il caso di Valentina Sarto rappresenta una tragedia annunciata, come dimostrano i numerosi tentativi di Moris Panza di aiutarla a fuggire dalla violenza.

La reazione di Vincenzo Dongellini e la situazione attuale

Dopo aver compiuto il crimine, Vincenzo Dongellini ha tentato di giustificarsi, parlando genericamente di un litigio. Al momento dell’arrivo della polizia, l’uomo non ha opposto resistenza, e la scena del crimine è stata meticolosamente documentata dagli agenti della scientifica. Il coltello utilizzato per l’omicidio è stato posto sotto sequestro insieme all’intera abitazione.

Dongellini, che attualmente è ricoverato in ospedale sotto sorveglianza, dovrà affrontare un interrogatorio nei prossimi giorni. Sebbene non avesse precedenti penali significativi, la sua storia di violenza domestica emerge ora con tutta la sua drammaticità. Gli investigatori devono ancora chiarire la dinamica esatta del crimine e il movente, ma la gelosia e la violenza psicologica sembrano essere fattori determinanti nella morte di Valentina Sarto.

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