Il lutto per la scomparsa del brigadiere capo
È morto a 63 anni il brigadiere capo Giacomo Imbrogiano, protagonista di una lunga carriera nell’Arma dei carabinieri a Bergamo. Come riportato dall’Eco di Bergamo, il militare aveva dedicato gran parte della propria vita professionale al servizio della comunità bergamasca, prima nel nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Clusone e successivamente nel reparto radiomobile di Bergamo.
Originario di Giarre, negli ultimi giorni si trovava in Sicilia per incontrare alcuni familiari quando aveva accusato un primo malore. Era stato quindi accompagnato all’ospedale Garibaldi di Catania, dove aveva avuto un secondo episodio e successivamente era stato ricoverato in terapia intensiva.
Il ricordo dei colleghi dell’Arma
La notizia della scomparsa ha lasciato dolore tra i colleghi della sede di via delle Valli, dove Imbrogiano aveva prestato servizio negli ultimi anni della carriera, anche presso la centrale operativa. Hanno tutti rilasciato dichiarazioni commosse e riconoscenti a L’Eco di Bergamo. Il brigadiere capo Fabio Conti ha ricordato il collega sottolineandone la capacità di affrontare le difficoltà lavorative con concretezza e attenzione verso gli altri.
«Quando c’erano dei problemi sul lavoro, lui cercava sempre di trovare una soluzione concreta, per fare in modo di non gravare sulle spalle di noi colleghi».
Il collega ha inoltre evidenziato come il rapporto con Imbrogiano fosse rimasto forte anche dopo il congedo del 2017, quando il brigadiere capo aveva lasciato il servizio mantenendo comunque legami di amicizia con molti appartenenti all’Arma.
Anche il maresciallo Gabriele Antolini, attualmente in servizio a Seriate, ha ricordato il lato umano del collega, descrivendolo come una persona capace di creare rapporti positivi dentro e fuori dall’ambiente professionale.
«Da tutti è ricordato come una persona molto simpatica e altruista».
Una carriera tra Clusone e Bergamo
Entrato nell’Arma negli anni Settanta, Giacomo Imbrogiano aveva svolto tutta la propria attività nella provincia di Bergamo. Dopo il primo periodo a Clusone, dal 1989 aveva lavorato nel nucleo radiomobile del capoluogo, rimanendovi fino al 2017.
Nel corso degli anni era stato apprezzato da colleghi, superiori e cittadini per la presenza costante sul territorio e per un’attività caratterizzata dal rapporto diretto con la popolazione.
Gli ultimi saluti tra Sicilia e Bergamo
Con la morte, avvenuta martedì 22 settembre, il brigadiere capo Imbrogiano lascia la moglie, le figlie Francesca ed Elena e due nipoti.
I primi funerali si sono svolti a Giarre, il paese d’origine, mentre dopo la cremazione le ceneri sono sulla via del trasferimento a Bergamo, città dove il militare viveva da diversi anni in via Torretta. Nei primi anni trascorsi nella provincia bergamasca aveva invece abitato a Leffe. Scelta, non a caso, come ultima dimora.
Per lunedì 28 settembre, alle ore 15, è prevista una celebrazione in memoria nella chiesa di Sant’Anna a Borgo Palazzo, occasione dedicata a colleghi, amici e conoscenti. Successivamente l’urna, sempre secondo le volontà del defunto, per l’eterno riposo sarà portata a Leffe.
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