Arcene, rubato il tetto in rame della scuola dell’infanzia: danni ingenti

Furto nella notte alla Giovanni XXIII: i ladri avrebbero raggiunto l’edificio con un furgone e smontato quasi tutta la copertura. Danneggiati anche alcuni giochi, mentre le attività scolastiche sono proseguite regolarmente

scuola

 Un furto particolarmente consistente ha colpito la scuola dell’infanzia Giovanni XXIII di Arcene, nella Bergamasca. Nella notte tra domenica e lunedì 28 settembre, ignoti hanno raggiunto l’edificio e smontato quasi completamente la copertura in rame del tetto, portando via una notevole quantità di materiale.

A scoprire quanto accaduto è stato il personale scolastico al momento dell’arrivo nella struttura. Il colpo avrebbe richiesto un’attività prolungata, considerando le dimensioni della superficie interessata e la necessità di rimuovere progressivamente gli elementi della copertura.

Nonostante questo, durante la notte nessuno avrebbe segnalato rumori o movimenti sospetti. Sul caso sono ora in corso gli accertamenti dei carabinieri, impegnati a ricostruire modalità e responsabilità del furto.

Ladri nella scuola con un furgone

Dalle prime ricostruzioni, gli autori del colpo avrebbero forzato il cancello d’ingresso della scuola, situata in via Papa Giovanni XXIII, riuscendo successivamente ad accedere all’area con un furgone.

Il mezzo sarebbe stato utilizzato per caricare progressivamente il rame rimosso dall’edificio. Alla fine dell’operazione, sulla struttura sarebbe rimasta soltanto una parte limitata della precedente copertura, compresa una porzione rivolta verso la strada.

Un’azione che, per quantità di materiale sottratto e modalità operative, potrebbe aver richiesto diverso tempo. Proprio questo elemento ha provocato sorpresa anche a livello locale, considerando che la scuola si trova all’interno di una zona abitata di Arcene, nei pressi di altri edifici scolastici.

I carabinieri hanno avviato le indagini e stanno cercando eventuali elementi utili anche attraverso le immagini registrate dalle telecamere presenti nella zona.

Danni alla struttura ancora da quantificare

Il valore economico complessivo del furto e dei conseguenti interventi necessari non è stato ancora definito. Secondo quanto spiegato dalla coordinatrice didattica Michela Sabia, però, i danni sarebbero ingenti.

La copertura in rame era stata realizzata alcuni anni fa nell’ambito di lavori di ristrutturazione dell’edificio. Adesso sarà necessario valutare sia il materiale sottratto sia gli interventi indispensabili per ripristinare completamente il tetto.

Il raid notturno non si sarebbe limitato alla copertura. Nel corso dell’incursione sono stati infatti danneggiati anche alcuni giochi utilizzati dai bambini, tra cui quelli che componevano una sorta di accampamento indiano. Un particolare che ha provocato ulteriore amarezza e indignazione nella comunità locale.

Lezioni regolari nonostante il furto

Nonostante la gravità dell’accaduto, lunedì mattina le attività della scuola dell’infanzia sono proseguite normalmente.

Dopo la scoperta del furto, i responsabili della struttura hanno effettuato le necessarie verifiche sotto il profilo della sicurezza. La coordinatrice ha spiegato di aver contattato il responsabile competente, dal quale sarebbe arrivata la conferma della possibilità di continuare regolarmente le lezioni.

L’assenza della parte di copertura sottratta, quindi, non avrebbe determinato condizioni tali da imporre la sospensione delle attività scolastiche. I bambini hanno potuto frequentare la struttura secondo il normale programma, mentre parallelamente sono iniziate le verifiche sui danni.

Il Comune: sorpresa per un furto di queste dimensioni

La Giovanni XXIII è una scuola dell’infanzia costituita come ente di diritto privato di ispirazione cattolica, ma quanto accaduto ha coinvolto e colpito anche l’amministrazione comunale.

L’assessore alla Pubblica istruzione Antonella Rillo ha sottolineato lo stupore per le modalità del colpo, soprattutto perché avvenuto in un’area residenziale e con un’operazione apparentemente complessa.

L’attenzione adesso è concentrata sulle indagini. Le registrazioni delle telecamere potrebbero consentire di individuare il furgone utilizzato oppure ricostruire gli spostamenti compiuti nella zona durante le ore interessate dal furto.

Resta da stabilire anche quante persone abbiano partecipato all’azione. Smontare e trasportare quasi un’intera copertura in rame rappresenta infatti un’operazione significativa, sulla quale gli investigatori stanno cercando di fare piena luce.

Per la scuola, intanto, oltre alla stima economica dei danni, si apre la fase degli interventi necessari per ripristinare quanto sottratto. Le attività didattiche, invece, hanno potuto continuare senza interruzioni.

 

Redazione

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