Una rappresentazione artistica nel cuore di Bergamo Alta
Una serata dedicata alla cultura e all’arte contemporanea ha visto protagonista Ivano Parolini, artista originario di Gandino, con la performance “Carillon”. L’appuntamento si è svolto sabato 26 settembre, nella suggestiva cornice di Piazza Vecchia a Bergamo Alta, nell’ambito della manifestazione Art2Night 2026.
L’opera ha saputo coinvolgere il pubblico attraverso una proposta scenica capace di unire spettacolo e riflessione, affrontando un tema di forte attualità: i possibili effetti dell’intelligenza artificiale sul futuro dell’uomo, delle professioni e delle relazioni sociali.
“Carillon” e la trasformazione dell’uomo in macchina
La performance ha raccontato un mondo nel quale persone con ruoli e mestieri differenti, come medico, vigile, militare, dottoressa, astronauta e sacerdote, perdono progressivamente la propria componente umana fino a trasformarsi in veri e propri robot.
I protagonisti della scena si muovono e interagiscono con il pubblico esclusivamente attraverso il ritmo della musica, accompagnati dal suono di un violino e di un contrabbasso. Gli strumenti sono stati eseguiti rispettivamente da Simona Bettoni e Luca Cantaboni, contribuendo alla costruzione di un’atmosfera sospesa tra realtà e immaginazione.
Il messaggio dell’artista tra tecnologia, lavoro e futuro
“Figuranti e musicisti, trasformati in automi – spiega Parolini – scandiscono una temporalità governata dalle note degli strumenti, insieme all’alternanza di luce e buio. Accanto alla meridiana di Bergamo Alta, che misura il cammino del sole, la performance ha introdotto un tempo artificiale e calcolato. Il pubblico viene così invitato a interrogarsi sul rapporto tra esseri umani, macchine e lavoro, immaginando quali attività resteranno umane e quali saranno invece sostituite dall’intelligenza artificiale”.
La scelta della location ha rafforzato il significato dell’opera: vicino alla storica meridiana, simbolo della misurazione naturale del tempo, “Carillon” ha contrapposto un ritmo artificiale costruito attraverso tecnologia, musica e movimento scenico.
Una performance accolta con grande partecipazione
La proposta di Ivano Parolini, artista di 49 anni, zio del mezzofondista Sebastiano, ha conquistato il pubblico grazie anche a una particolare cura degli elementi scenografici. Le due repliche realizzate durante la serata hanno ricevuto lunghi applausi, confermando l’impatto emotivo e comunicativo della performance.
L’opera ha utilizzato il linguaggio dell’arte contemporanea per proporre interrogativi sul cambiamento della società e sul ruolo che l’essere umano potrà mantenere in un contesto sempre più influenzato dalle nuove tecnologie.
Il percorso artistico di Ivano Parolini tra Italia ed estero
Nel corso della sua carriera, Ivano Parolini è stato protagonista di numerose rassegne artistiche in Italia e all’estero. Nel 2015 ha presentato una performance dedicata a queste tematiche anche in occasione di Expo.
Nel 2016 ha realizzato l’installazione “Relitti” nella colonia Sciesopoli di Selvino e il progetto “Anime” nella Basilica di Gandino. Due anni più tardi, nel 2018, ha portato in scena la performance “La Sposa”, un lavoro dedicato alla denuncia della violenza contro le donne.
Negli anni successivi il percorso creativo dell’artista è proseguito con la personale “Beauties 2.0” ad Alassio e con le installazioni “Flowers”, dedicata al Sinodo dell’Amazzonia, oltre ai lavori “Astronauta” e “Giraffe Lunari” realizzati nel 2025.

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