Scontro sulle abitudini di spostamento e sul ruolo del trasporto pubblico
Nel corso delle discussioni della comunità urbana di Bergamo si affrontano visioni differenti sulla gestione dei flussi di traffico. Da una parte si sostiene che l’unica opzione per contenere le auto sia quella di stimolare l’uso di mezzi alternativi, osservando: “E sì che l’unico modo per diminuire il tanto odiato traffico (di macchine) è quello di invogliare, chi può, a non usare la macchina. Più pedoni e più ciclisti vuol dire meno macchine, o no? Meno macchine vuol dire meno traffico, o no? A quanto pare, no”.
A questa posizione replica un’analisi incentrata sulla fattibilità pratica del cambiamento per i cittadini: “Ciò che fa naufragare tutto il tuo discorso è quel ‘chi può’. Perché prima di mettere qualsiasi porcheria nella nostra città, tra parentesi facendola pagare uno sproposito, un minimo studio su quel ‘chi può’ dovresti fartelo. E se scopri che a potere sono le stesse categorie di persone che ora la macchina non la usano (studenti, pensionati, extracomunitari: praticamente guarda caso i soli frequentatori dell’e-brt..), mentre tutti gli altri semplicemente non possono, allora prima di sperperare soldi pubblici per fare opere inutili e dannose e gridare contro quegli stolti dei tuoi concittadini che non capiscono quanto sarà bella Bergamo senza auto, ti fai un bel bagno di umiltà e cambi mestiere”. Posizioni contrapposte in coda al post su Facebook dell’ex consigliere comunale di Forza Italia, residente in via Magrini, quella con la segnaletica appena rifatta, nel quartiere Carnovali, Giancarlo Barbieri.
Urbanistica a confronto con le esperienze internazionali
La struttura del centro cittadino e i modelli di sviluppo europei
Un ulteriore punto di vista focalizza l’attenzione sulla distribuzione delle sedi di lavoro e sulle infrastrutture urbane, mettendo in evidenza la differenza tra la realtà locale e i modelli esteri. “Questo ragionamento ignora un problema fondamentale: più attività stanno in centro città, più gente entrata, più traffico ci sarà. Stiamo a parlare di e-brt come progetto da città da nord Europa e di come usare il mezzo pubblico come nelle città nord europee, dimenticando che siamo all’opposto della conformazione delle città europee. A Stoccolma, come ad Amsterdam o Copenhagen, il problema del traffico lo hanno iniziato a risolvere a fine anno ‘80 capendo una cosa molto semplice, potenziare i mezzi pubblici e creare un percorso ad ostacoli al traffico di auto? No, quello ha peggiorato la situazione! Hanno spostato gli uffici e luoghi lavorativi di massa in periferia creando zone ‘dirigenziali’ vicino a fermate di mezzi pubblici e creando nuove stazioni ferroviarie. Fatto ciò, puoi sviluppare zone pedonali, zone 30 e corsie preferenziali dicendo ai cittadini: se entri in città lo fai prevalentemente con i mezzi pubblici. Ma se la massa lavorativa sta in centro, quello che descrivi tu è puro sogno, senza gli accorgimenti fatti da loro”.
Le contestazioni dei residenti sulle modifiche viabilistiche
Le reazioni del quartiere e le perplessità sulla sicurezza
Il malcontento è emerso con decisione a seguito dei recenti interventi di tracciamento della segnaletica orizzontale in via Magrini. L’esponente Giancarlo Barbieri, figura storica di Forza Italia nel quartiere Carnovali ed ex consigliere di Palazzo Frizzoni, noto anche per il suo impegno nel comitato di quartiere contro l’insediamento commerciale nell’ex pratone dove si trova la rotatoria verso l’autostrada in via Spino, risiede nell’area compresa tra il rione e il ponte ferroviario.
Esprimendo forte disappunto per le misure adottate, Giancarlo Barbieri ha scritto un post particolarmente polemico, da residente infastidito. “Della serie: nuova viabilità in Via Magrini in Bergamo e colpo di genio!!! (come se non bastasse). Via Magrini in Bergamo s’appresta a diventare un senso unico in uscita verso Via Autostrada. A parte il dimostrato accanimento del benpensante nei confronti dei residenti, è di oggi una nuova evidenza: sarà a senso unico sì, ma non per tutti! I ciclisti, infatti, e con loro, ci scommetto, anche tutti coloro che viaggiano su due ruote, potranno percorrerla in contromano! Addio, caro, vecchio codice della strada e addio sicurezza. Che dire… un folgorante lampo di somma sapienza che ha colpito l’ideatore penso, alla nuca…”.
Sulla vicenda si registrano anche le opinioni e i commenti scritti da altri cittadini intervenuti nella discussione, riportata in premessa.
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Giorgio Runchi: “Incredibile, ogni volta che si fa una cosa che non sia per fare andare più veloci e meglio le macchine si scatena l’inferno. Tutto sbagliato.”
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Marco Amico: “Giorgio Runchi questo ragionamento ignora un problema fondamentale…”
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Fabio Scarpellini: “Giorgio Runchi ‘E si che l’unico modo per diminuire il tanto odiato traffico (di macchine) è quello di invogliare, chi può, a non usare la macchina.’…”
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