Spray al peperoncino usato come “gioco”: escalation tra scuole e mezzi pubblici

In due mesi almeno nove episodi in Lombardia, tra istituti scolastici e trasporti: coinvolti giovani e giovanissimi, le autorità lanciano l’allarme sicurezza

Negli ultimi due mesi, si è registrato un preoccupante aumento dell’uso improprio dello spray al peperoncino in contesti pubblici, soprattutto tra le mura scolastiche e sui mezzi di trasporto. A preoccupare non è solo la frequenza degli episodi, ma anche l’età dei protagonisti: giovani e giovanissimi, spesso inconsapevoli delle conseguenze legali e sanitarie di questi gesti.

Nove gli episodi documentati solo tra settembre e novembre, con cinque casi concentrati in ambito scolastico nell’arco di venti giorni. Altri quattro sono avvenuti su autobus e tram, principalmente nella provincia di Bergamo, dove si è verificato l’ultimo caso: domenica pomeriggio, ignoti hanno spruzzato lo spray su un autobus della linea 8, costringendo l’autista a fermare il mezzo e ad evacuare i passeggeri. Fortunatamente, nessuno ha riportato gravi conseguenze, ma l’episodio ha innescato nuove indagini da parte delle forze dell’ordine.

L’andamento degli episodi segue un copione ormai tristemente noto: lo spray viene azionato in ambienti chiusi e affollati, generando panico, difficoltà respiratorie e bruciori agli occhi. Le vittime vengono evacuate in fretta, mentre i responsabili si dileguano tra le risate, alimentando l’idea di uno “scherzo” finito male.

Le scuole colpite sono diverse: dall’Itis Paleocapa e l’Istituto “Romero” di Albino, fino al “Betty Ambiveri” di Presezzo e al “Galli” di Bergamo. Anche il centro professionale Enfapi di Treviglio è stato interessato. A questi si aggiungono episodi su mezzi pubblici come i tram della TEB e autobus di linea diretti verso Serina o Mozzo.

Quello che per alcuni potrebbe sembrare una bravata, in realtà può mettere a rischio la salute pubblica e la sicurezza collettiva. L’uso sconsiderato di spray urticanti in spazi pubblici ricorda due eventi tragici: la tragedia di Corinaldo nel 2018, con sei morti in una discoteca per il panico scatenato dallo spray, e la drammatica notte in piazza San Carlo a Torino nel 2017, dove morirono tre persone e oltre mille rimasero ferite.

La legge prevede sanzioni anche penali per l’uso improprio di questi dispositivi, che sono sì legali per l’autodifesa, ma la cui manipolazione in luoghi pubblici può configurare reati come procurato allarme, lesioni e interruzione di pubblico servizio. Le autorità locali stanno valutando un inasprimento dei controlli e campagne di sensibilizzazione rivolte alle scuole, nel tentativo di fermare quella che sembra a tutti gli effetti una pericolosa deriva sociale.

Oltre al danno fisico e psicologico arrecato alle vittime, queste azioni comportano l’interruzione di servizi pubblici essenziali, mettendo in difficoltà lavoratori, studenti e pendolari. Inoltre, la facilità con cui gli spray vengono acquistati e portati con sé rappresenta un ulteriore elemento critico, che impone una riflessione sull’accessibilità a questi strumenti.

Trasformato da mezzo di autodifesa a strumento di offesa o “divertimento”, lo spray al peperoncino è ormai al centro di un fenomeno che richiama l’attenzione di genitori, dirigenti scolastici e autorità. Serve una risposta coordinata per educare i più giovani sui rischi reali e sulle gravi conseguenze di gesti che, per quanto superficiali all’apparenza, possono sfociare in tragedie evitabili.

Redazione

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