Fondazione A.R.M.R. celebra la XXXIII Cerimonia di Consegna delle Borse di Studio e Grant di Ricerca: un impegno concreto per il futuro della ricerca scientifica

336.000 euro destinati a giovani ricercatori, in un evento che celebra la fiducia dei donatori e il valore della conoscenza scientifica

Un appuntamento importante per il futuro della ricerca scientifica

Stamani, sabato 24 gennaio, si è svolta la XXXIII Cerimonia di Consegna delle Borse di Studio, dei Grant di Ricerca e dei Career Development Program organizzata dalla Fondazione A.R.M.R. – Aiuti Ricerca Malattie Rare. L’evento, che ha avuto luogo nella Sala Oggioni del Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo, ha visto un’importante partecipazione della comunità scientifica e dei sostenitori, con un valore complessivo di 336.000 euro destinato alla ricerca scientifica. Questa cerimonia ha segnato non solo un momento di riconoscimento per i giovani ricercatori, ma anche l’avvio di nuovi percorsi scientifici.

L’importanza della fiducia e del sostegno alla ricerca scientifica

La Fondazione A.R.M.R., da oltre trent’anni, si impegna a sostenere la ricerca indipendente sulle malattie rare, grazie al supporto di una rete di donatori che credono fermamente nel valore della conoscenza scientifica. La cerimonia ha reso evidente come la fiducia dei volontari e dei donatori, unita all’impegno di famiglie, aziende e sostenitori, contribuisca a realizzare opportunità concrete per giovani ricercatori. Ogni borsa di studio, ogni grant e ogni programma di sviluppo della carriera si inserisce in questo investimento collettivo per il futuro della scienza.

Gli interventi di prestigio del Premio A.R.M.R. 2026

A rendere ancora più significativo l’appuntamento, è stato il conferimento del Premio A.R.M.R. 2026 al dottor Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos Doxa, Editor del Corriere della Sera e Professore all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Durante il suo intervento, Pagnoncelli ha sottolineato l’importanza del rigore scientifico nelle ricerche demoscopiche, indicando come una metodologia rigorosa sia essenziale per garantire dati accurati e affidabili. Ha affermato: “Il rigore scientifico nelle ricerche demoscopiche, inclusi i sondaggi d’opinione e quelli elettorali, è fondamentale per garantire la precisione e l’affidabilità dei dati raccolti. Una metodologia rigorosa aiuta a minimizzare errori di campionamento e bias, fornendo risultati rappresentativi della popolazione studiata. Ciò è particolarmente importante nei sondaggi in ambito politico, dove l’accuratezza delle rilevazioni può influenzare la fiducia del pubblico nel processo democratico. Inoltre, assicura che le analisi siano replicabili e che le conclusioni siano basate su prove solide, consentendo ai decisori di prendere decisioni informate sulla base di dati concreti e affidabili”.

La ricerca sui farmaci: “L’intelligenza artificiale ha cambiato l’approccio”

Successivamente, il professor Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, ha affrontato il tema dell’innovazione tecnologica, dell’intelligenza artificiale e del pensiero scientifico: “Se ti sei già sentito con ChatGPT non venire da me”. Nonostante l’ironica provocazione, ha spiegato come l’intelligenza artificiale stia cambiando il modo in cui ci occupiamo della salute, ma ha sottolineato che non potrà mai sostituire completamente l’esperienza umana. “Oggi, strumenti come ChatGPT stanno cambiando il modo in cui ci occupiamo di salute. La medicina di domani, che lo vogliamo o no, sarà guidata dagli algoritmi con cui i dottori dovranno familiarizzare e trovare il modo di interagire. Chi ci riuscirà davvero avrà a disposizione strumenti capaci di rivoluzionare il modo di prevenire, diagnosticare e curare le malattie, e per gli ammalati sarà tutto più facile. Ma c’è qualcosa che l’intelligenza artificiale non può dare, o perlomeno non ancora: stare vicino agli ammalati più di quanto non succeda oggi, ascoltarli, informarsi di tutto quello che gli sta intorno, al di fuori della malattia”.

Investire nei giovani ricercatori per un futuro scientifico migliore

Durante la cerimonia, sono stati assegnati numerosi riconoscimenti: 5 Career Development Program, 6 Borse di Studio, 11 Grant di Ricerca, 2 Supporti alla Formazione e un Paper Award. Questo dimostra il costante impegno della Fondazione A.R.M.R. nel garantire opportunità di crescita ai ricercatori dell’Istituto Mario Negri, anche al di fuori della fase formativa. L’obiettivo è sostenere il loro sviluppo professionale, creando un futuro solido per la ricerca scientifica.

Il Mario Negri in Bergamasca

«Investire nei giovani ricercatori significa dare fiducia al futuro della ricerca. In questo senso, il sostegno della Fondazione A.R.M.R. ha permesso, anno dopo anno, di avviare nuovi progetti e di offrire concrete opportunità di crescita professionale ai ricercatori dell’Istituto Mario Negri, anche nella fase successiva al periodo di formazione e ai primi anni in Istituto come borsisti. Grazie a questo impegno, molti di loro hanno poi potuto proseguire il proprio percorso attraverso Programmi di sviluppo della carriera garantiti dalla Fondazione, contribuendo in modo concreto alla continuità e al futuro della ricerca scientifica e alla carriera dei giovani», aggiunge Ariela Benigni, Segretario scientifico e Coordinatore delle ricerche delle sedi di Bergamo e Ranica dell’Istituto Mario Negri.

Il contributo della Fondazione A.R.M.R. alla ricerca sulle malattie rare

«La ricerca scientifica rappresenta un bene pubblico imprescindibile, tanto più quando si tratta di rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti delle malattie rare. In Italia continuiamo a investire meno di quanto sarebbe necessario, con ricadute evidenti sulla capacità di produrre conoscenza e innovazione. In questo contesto, il contributo delle associazioni che sostengono la ricerca è di grande valore. Desidero quindi esprimere un riconoscimento alla Fondazione A.R.M.R. per il sostegno continuativo e concreto all’attività dei ricercatori. Un contributo significativo all’avanzamento della conoscenza scientifica e alla tutela della salute pubblica», commenta Silvio Garattini, Presidente e fondatore dell’Istituto Mario Negri.

Un impegno che dura da oltre trent’anni

La Fondazione A.R.M.R. rappresenta un punto di riferimento cruciale nel panorama scientifico, operando con dedizione e impegno per sostenere la ricerca sulle malattie rare. Come affermato dalla Presidente Vittoria Guadalupi, “Ogni borsa di studio che consegniamo rappresenta una scelta precisa: investire nei giovani e nella qualità della ricerca”. “Da oltre trent’anni la nostra Fondazione cresce grazie all’impegno dei volontari, alla fiducia dei donatori, che credono nel valore della ricerca scientifica – chiude – Il nostro impegno si fonda su valori profondi e autentici: il dono, la dedizione alla scienza, la condivisione dei talenti, il dialogo aperto e democratico, il lavoro comune sui progetti, la nascita di nuove relazioni e la gentilezza, spesso racchiusa in un semplice sorriso. È questa fiducia condivisa che ci consente di trasformare le risorse raccolte in lavoro concreto e di contribuire, giorno dopo giorno, alla costruzione delle cure di domani”.

Foto Alex Persico – Fondazione A.R.M.R.

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