Aumento delle competenze per i Giudici di Pace a Bergamo
Il 31 ottobre 2026 segnerà l’entrata in vigore dell’ampliamento delle competenze per i Giudici di Pace, che vedranno un aumento significativo dei casi da trattare. In particolare, i giudici dovranno occuparsi di controversie civili riguardanti beni mobili con valore fino a 30.000 euro (in precedenza il limite era di 10.000 euro), e risarcimenti per sinistri stradali o con natanti fino a 50.000 euro (contro i precedenti 25.000 euro). Questo ampliamento, parte della riforma Cartabia, implica un notevole incremento del carico di lavoro per i giudici, già alle prese con numerosi procedimenti. La riforma aveva già aumentato la giurisdizione dei Giudici di Pace dal 2023, ma i problemi legati all’organico non sono stati risolti e continuano a pesare.
L’attuale situazione degli uffici e l’emergenza organico
Attualmente, a Bergamo i Giudici di Pace in servizio sono 13, a fronte di una pianta organica che prevede 21 giudici. Nonostante un miglioramento, con l’inserimento di nuovi giudici, la situazione resta critica. Nel 2026, è previsto l’arrivo di altri cinque giudici, ma anche con questo innesto il numero non raggiungerà la piena capacità necessaria. La difficoltà principale risiede nell’organico insufficiente, un problema che riguarda non solo Bergamo ma anche molte altre zone d’Italia. La relazione della Corte d’Appello di Brescia ha sottolineato il grave gap di copertura, che in passato ha raggiunto il 43,47%, con solo 39 giudici in servizio a fronte dei 69 previsti. L’anno precedente la situazione era ancora più critica, con una copertura del solo 26%.
Crescita dei procedimenti e aumento delle pendenze
Il numero di procedimenti registrati dai Giudici di Pace di Bergamo è aumentato significativamente. Nell’anno giudiziario 2023/2024, erano stati iscritti 10.355 nuovi procedimenti, cifra salita a 12.346 nell’anno giudiziario 2024/2025 (+19,2%). Nonostante una maggiore produttività – con un aumento del 35,4% nei procedimenti definiti (da 8.662 a 11.725) – le pendenze sono aumentate del 36,9%, passando da 4.709 a 6.446. Questi numeri riflettono una crescente difficoltà a gestire il flusso di lavoro, che potrebbe ulteriormente peggiorare con l’entrata in vigore delle nuove competenze a fine ottobre 2026.
Le reazioni degli esperti e le necessità di intervento
Il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bergamo, Giulio Marchesi, ha evidenziato i problemi legati all’imminente aumento delle competenze dei Giudici di Pace. Secondo Marchesi, si stima che il 70% del contenzioso civile ordinario potrebbe essere trasferito al Giudice di Pace, che già oggi si trova in difficoltà. Sebbene i Giudici di Pace siano diventati sempre più professionalizzati, essendo ora anche stabilizzati, la loro funzione era originariamente pensata come supporto, e non come centrale nella gestione della giustizia civile. Inoltre, Marchesi sottolinea che l’efficacia di questa riforma dipende anche da un ulteriore potenziamento dell’organico. Secondo l’Ordine degli Avvocati, sarebbe fondamentale non solo integrare nuovi giudici, ma anche garantire un maggiore supporto amministrativo nelle cancellerie.
Il problema del personale amministrativo e la collaborazione con il Ministero della Giustizia
Marchesi ha anche sollevato una questione cruciale: il personale amministrativo è gravemente insufficiente. Senza adeguato supporto nelle cancellerie, le operazioni giudiziarie non possono essere portate a termine efficacemente. A tal proposito, l’Ordine degli Avvocati di Bergamo ha avviato una collaborazione con la presidenza del Tribunale per sensibilizzare il Ministero della Giustizia sulle difficoltà del circondario. L’approvazione di nuovi concorsi per personale amministrativo è un passo positivo, ma resta il problema legato alla disponibilità di lavoratori disposti a trasferirsi al Nord Italia, dove il costo della vita è elevato e le retribuzioni sono equiparate al resto del Paese.