Mario Gamba, da Almenno a Monaco: chef stellato

Dall’Atalanta alla cucina d’eccellenza, il percorso internazionale del fondatore di Acquarello

chef

Da Almenno San Salvatore a Monaco di Baviera, il percorso di Mario Gamba raccontava una storia fatta di determinazione, talento e visione internazionale. Oggi riconosciuto tra i grandi della cucina mondiale, lo chef italiano ha conquistato le tre stelle Michelin, portando il suo ristorante Acquarello tra le eccellenze globali della gastronomia.

Prima della cucina, però, c’era il calcio. Negli anni giovanili Gamba giocava come ala destra, vestendo anche la maglia delle giovanili dell’Atalanta. Il numero 7 sulle spalle e una mentalità già orientata alla disciplina, appresa sui campi, che si sarebbe poi rivelata fondamentale anche tra i fornelli. Dopo alcuni provini con squadre come Monza e Como, la scelta di cambiare strada e inseguire un sogno diverso.

A vent’anni lasciava Bergamo e un impiego in uno studio di architettura per intraprendere un viaggio senza confini. Un percorso internazionale che lo ha portato a vivere e lavorare in Giappone, Stati Uniti, Francia, Spagna e Svizzera, costruendo una formazione sul campo. Autodidatta agli inizi, bussava alle porte dei ristoranti più prestigiosi proponendosi anche gratuitamente pur di imparare. Dopo diversi tentativi, arrivava l’occasione che avrebbe dato il via alla sua carriera.

Il bagaglio culturale e professionale si è arricchito nel tempo, anche grazie all’influenza di grandi maestri della cucina come Gualtiero Marchesi e Joël Robuchon. Un percorso condiviso, in parte, anche con nomi noti come Carlo Cracco e Davide Oldani, che ha contribuito a definire uno stile personale, capace di unire rigore francese e identità italiana.

Nel 1994 nasceva Acquarello, il suo ristorante a Monaco di Baviera. Una scelta controcorrente quella della location: non il centro cittadino, ma un quartiere residenziale nella zona est. Una decisione che si è rivelata vincente, confermando che la qualità può superare la posizione geografica. Nel tempo, il locale ha raggiunto traguardi importanti, fino a entrare tra i migliori ristoranti italiani al mondo nel 2025.

La clientela di Acquarello è internazionale e comprende anche volti noti del mondo del calcio. Allenatori, dirigenti e giocatori del Bayern Monaco frequentano abitualmente il ristorante, insieme a personalità di rilievo globale. Tra i primi clienti figurava anche Robert De Niro, già estimatore della cucina di Gamba ai tempi di Los Angeles.

La filosofia dello chef si basa su principi chiari: disciplina, rispetto e memoria. “Se un piatto non si ricorda, non è piaciuto” rappresenta uno dei suoi concetti chiave. In cucina domina il silenzio, interrotto solo dai suoni del lavoro: nessuna musica, solo concentrazione e attenzione al prodotto.

Poliglotta, con la conoscenza di sei lingue e una formazione linguistica alle spalle, Gamba si definisce uno “zingaro felice”. Una definizione che riflette una vita in continuo movimento, ma sempre legata alle proprie radici bergamasche e alla passione per il calcio.

Accanto a lui lavora una squadra ristretta e una dimensione familiare ben presente: in sala uno dei figli, mentre gli altri sono cresciuti tra Germania e Austria. Un equilibrio tra vita privata e professionale che contribuisce all’identità del ristorante.

Nonostante il successo internazionale, il legame con le origini resta forte. Il sogno di vedere Bayern Monaco contro Atalanta racchiude simbolicamente le due anime della sua vita: quella sportiva e quella professionale, unite da una stessa passione e da un percorso fuori dagli schemi.

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