Patenti “facili”: sgominata rete di corruzione, 60 Indagati

Un'autoscuola di Verolanuova, nella Bassa Bresciana, epicentro della produzione di falsi a pagamento: tra gli autisti farlocchi, anche un 31enne di Villongo

Un vasto scandalo che coinvolge l’acquisizione illecita di patenti di guida e carte di qualificazione del conducente ha portato all’indagine di 60 persone, con l’arresto di alcuni tra questi e il sequestro di notevoli somme di denaro. La questione ruota intorno a un’operazione di polizia in una autoscuola della Bassa Bresciana, che fungendo da epicentro ha venduto documenti ufficiali senza che gli aspiranti conducenti seguissero i corsi necessari. Si calcola che oltre duemila autisti siano attualmente in circolazione con titoli falsificati.

La rete di corruzione svelata

Le indagini, durate oltre un anno e condotte dalla Polizia Stradale, dalla Polizia Provinciale e dalla Guardia di Finanza di Brescia, hanno rivelato come la corruzione fosse radicata in questa pratica, con la Procura di Brescia che ha emesso misure cautelari significative. Il sistema scoperto prevedeva che gli aspiranti autisti, provenienti da tutta Italia, pagassero tra i 2.000 e i 5.000 euro per ottenere patenti per mezzi pesanti e autobus. Tra gli indagati figura anche un uomo di 31 anni di Villongo, che nel 2021 ha ottenuto il suo documento in maniera fraudolenta.

Dettagli degli arresti e dei sequestri

L’operazione ha visto l’applicazione della custodia cautelare in carcere per il titolare 47enne di quattro autoscuole in provincia di Brescia, incluso l’istituto di Verolanuova da cui è partita l’inchiesta. Altri coinvolti, tra cui un 49enne napoletano, il suggeritore, e un 79enne di Orzinuovi, il mediatore, sono agli arresti domiciliari, mentre un’impiegata del 49enne ha ricevuto l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. Durante le perquisizioni sono stati inoltre sequestrati un ulteriore milione in contanti, somma che si aggiunge al milione già sequestrato la scorsa estate.

Mancanza di controlli effettivi sulle patenti

Il procuratore capo di Brescia, Francesco Prete, ha sottolineato la necessità dell’operazione dovuta alla mancanza di controlli efficaci in Motorizzazione. Ha evidenziato che, nonostante l’esistenza di strumenti elettronici adeguati per prevenire tali frodi, questi non vengono impiegati come dovrebbero. Questa negligenza ha reso necessaria un’intensa attività repressiva da parte delle autorità.

Questa operazione mette in luce non solo la corruzione nell’ambito delle autoscuole ma solleva questioni urgenti sulla sicurezza stradale, dato che oltre duemila autisti potrebbero essere stati messi alla guida senza le competenze necessarie. La situazione continua ad evolversi mentre gli indagati devono rispondere per associazione a delinquere, corruzione, falsità in atti pubblici e sostenimento di esami tramite persone terze.

Redazione

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