Alla Parrocchia di Gandino il guardaroba del beato Innocenzo XI

L'eccezionale donazione di ben cento pezzi del guardaroba del Papa per metà gandinese: Innocenzo XI, figlio di Paola Castelli Giovanelli

Un pontefice gandinese in linea materna, da oggi, avrà una traccia permanente di sé nel posto che vale la metà del suo sangue. Una donazione di eccezionale prestigio ha arricchito ulteriormente il patrimonio storico, artistico, culturale e religioso di Gandino. La nobile famiglia Odescalchi ha deciso di donare alla parrocchia di Gandino una preziosa dotazione di abiti appartenuti al Beato papa Innocenzo XI, al secolo Benedetto Odescalchi (Como, 19 maggio 1611 – Roma, 12 agosto 1689), nato da Livio e Paola Castelli Giovanelli, rinforzando un legame di oltre quattro secoli.

La cerimonia di presentazione

La presentazione ufficiale della donazione si è tenuta sabato 8 giugno nell’Auditorium Maconi del Centro Pastorale di Gandino. Durante l’evento, Antonio Savoldelli ha introdotto la cerimonia a nome degli Amici del Museo, seguito dal prevosto don Ferruccio Garghentini. Successivamente, Francesco Rizzoni, rettore del Museo e custode della Basilica, ha illustrato il lungo iter che ha portato questo prezioso guardaroba a Gandino. “Ci sono voluti due anni di fitte relazioni per rassicurare la famiglia Odescalchi sulla destinazione della donazione, sottolineando la storia e l’importanza della Basilica, la prima riconosciuta tale dalla Diocesi di Bergamo, e del Museo di Gandino. La donazione si compone di un centinaio di pezzi principalmente in seta a partire dall’età giovanile e sino all’elezione al soglio pontificio”, ha riferito.

Il Beato Innocenzo XI: una vita di devozione e austerità

Il Beato Innocenzo XI, al secolo Benedetto Odescalchi, nacque da una aristrocratica famiglia comasca e studiò diritto civile e canonico a Napoli. Trasferitosi a Roma, fu nominato legato a Ferrara per poi essere creato cardinale. Come vescovo di Novara, si distinse per la sua bontà e premura. Eletto Papa nel 1676, si fece notare per la sua vita austera e la semplicità evangelica, promuovendo l’attività missionaria e difendendo i diritti della Chiesa contro le usurpazioni del re di Francia. Durante il suo pontificato, istituì la festa del Nome di Maria come ringraziamento per la vittoria nella battaglia di Kahlenberg del 1683. Morì il 12 agosto 1689 e fu beatificato il 7 ottobre 1956 da Pio XII.

Il legame con Gandino

Il legame tra Gandino e Innocenzo XI, come premesso, riguarda la madre, nata Paola Sofia Castelli. I genitori di Paola, Nicola Castelli e Giulia Giovanelli, si sposarono a Gandino nel 1569. Paola Sofia Castelli sposò Livio Odescalchi di Como nel 1594, e dal loro matrimonio nacque Benedetto, futuro papa Innocenzo XI. Le ricerche archivistiche del compianto monsignor Francesco Ghilardi hanno confermato le origini gandinesi del Pontefice, ritrovando l’atto di battesimo di Paola Castelli. È quasi certo che Papa Odescalchi trascorse numerosi periodi di vacanza a Gandino durante la sua giovinezza.

Un patrimonio di inestimabile Valore

La donazione della famiglia Odescalchi comprende circa un centinaio di pezzi. Alcune reliquie del Beato sono già conservate a Gandino in un reliquiario donato alla parrocchia da monignor Ghilardi. Nel 2011, in occasione del quarto centenario della nascita di Innocenzo XI, Gandino ha ospitato una mostra documentale in Basilica, alla quale partecipò l’allora Vescovo di Como, monsignor Diego Coletti. Il Comune di Gandino ha inoltre dedicato al Papa la via principale che conduce a Cazzano Sant’Andrea. Questa donazione non solo arricchisce il patrimonio di Gandino, ma rappresenta anche un significativo riconoscimento del profondo legame storico e culturale che unisce la comunità al Beato Innocenzo XI.

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