Le tradizioni, quando sono tutto sommato recenti, sono ancora più attese e più partecipate. Vale a maggior ragione per la Valseriana e per la Messa di Capodanno in vetta al Pizzo Formico, sul confine tra Clusone e Gandino. L’appuntamento datato 1970 è fissato per le 10.30 di lunedì 1° gennaio.
Capodanno in vetta: le origini
L’inizio della storia va ascritto a merito di don Martino Campagnoni, direttore del Patronato San Vincenzo di Clusone che 53 anni or sono ebbe l’idea di rendere annuale l’abitudine dell’ascesa tra amici alla vetta. L’altare viene allestito ai piedi della grande croce in ferro, posta ai 1632 metri del Formico nel 1933, in coincidenza con l’Anno Santo indetto per ricordare i 19 secoli dalla morte di Cristo. Per questo è alta esattamente 19 metri, uniti alla ragguardevole apertura di 9. Fu benedetta nell’agosto 1933 dall’arciprete clusonese monsignor Attilio Plebani.
La messa al Formico: i fedeli-escursionisti
Si tratta di un evento che coinvolge naturalmente amanti della montagna ed escursionisti. Due le salite possibili, da Clusone oppure dalla Val Gandino, versante Monte Farno. La Messa ai piedi della Croce apre un panorama all’orizzonte che spazia da Alben ed Arera a sud, Alta Val Seriana, Altopiano di Clusone, Redorta, Coca e Presolana a nord, fino addirittura all’Adamello. A celebrare è don Tommaso Frigerio, vicerettore della comunità di Teologia presso il Seminario di Bergamo.
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