L’inflazione e il carrello della spesa: dati nazionali e locali
L’inflazione nel 2023 ha mostrato segnali di rallentamento, pur continuando a incidere significativamente sui costi alimentari. A livello nazionale, l’anno si è chiuso con un’inflazione media del 5,7%, mentre a Bergamo la cifra è stata leggermente inferiore, attestandosi al 4,9%. Questo la posiziona al 33° posto tra le province italiane per l’incremento dei prezzi. Tuttavia, rispetto all’annus horribilis del 2022, quando l’inflazione a Bergamo raggiunse il 6,8%, si nota una lieve diminuzione. Le cifre degli anni precedenti erano ben più basse, oscillando tra il -0,5% nel 2020 e l’1,8% nel 2021.
Variazioni mensili e annuali dei Prezzi
A dicembre, l’inflazione su base mensile si è fermata allo 0,2%, con un lieve aumento rispetto a novembre (-0,6%). Su base annua, l’inflazione a dicembre è stata dello 0,5%, leggermente superiore allo 0,4% di novembre. Per quanto riguarda i prodotti alimentari e le bevande alcoliche, i loro prezzi sono aumentati dello 0,4% rispetto a novembre, con un’inflazione annua del 3,7%. I prezzi dell’energia elettrica e del gas, invece, hanno registrato un calo del -1,2% su base mensile e del -42,5% su base annua.
Il costo della vita in Lombardia
Nel 2023, la variazione dei prezzi in Lombardia è stata del +5,5%, appena sotto la media nazionale. La famiglia-tipo bergamasca ha dovuto affrontare una spesa extra di 1.292 euro rispetto al 2022 a causa dell’inflazione. Questo dato è inferiore rispetto ad altre province lombarde, con Milano che ha registrato il tasso più alto (6,1%) e una spesa extra di 1.656 euro.
Rincari più significativi in Bergamasca
In Bergamasca, i rincari più significativi hanno riguardato diverse categorie di beni e servizi. +14,5% per i pacchetti vacanza, +11,8% per i prodotti culturali, +10,3% per le bevande analcoliche, +19,9% per i servizi di trasporto, +9,6% per i servizi di alloggio e +7,6% per i prodotti alimentari.
Cambiamenti nelle abitudini di spesa
I consumatori hanno reagito a questi aumenti modificando le proprie abitudini di spesa, preferendo acquisti più piccoli ma frequenti e rivolgendosi sempre più ai discount. La grande distribuzione ha risentito di questo cambiamento, con una minore capacità di agire sui prezzi rispetto agli hard discount.
Prospettive e risparmio delle famiglie
Le prospettive economiche rimangono incerte nonostante il rallentamento dell’inflazione. La propensione al risparmio delle famiglie italiane è scesa al 6,2% del reddito disponibile nel 2023, il livello più basso degli ultimi 35 anni. La spesa media mensile per la famiglia è aumentata del 7% rispetto al 2022, passando da 382 a 409 euro.