Frane e allagamenti, a rischio 1200 dei 1500 comuni lombardi

Regione e Ordine degli ingegneri a confronto: così una rete di 875 sensori consente di gestire 45 frane

Frane

“Dei 1500 comuni, in Lombardia, 1200 sono a rischio geo – idrologico e alluvione”. E’ quanto affermato dal presidente dell’Ordine dei Geologi della Lombardia, Roberto Perotti. Che ha spiegato le azioni di pianificazione e di monitoraggio attivate per prevenire o comunque mitigare i rischi di questi eventi. Aggiungendo: “La Regione Lombardia sta finanziando interventi che sono nella consapevolezza che con la prevenzione si possano mitigare e quindi a limitare i danni”.

Perotti ha però ribadito l’importanza cruciale della progettazione e dei sistemi di monitoraggio in una realtà sempre più complessa e dinamica come quella odierna. “Anche in ottica di cambiamenti climatici – ha chiarito – sono interventi fondamentali per il tessuto socio – economico”.

Sulla mitigazione del rischio geo – idrologico in Lombardia si sono confrontati a Milano Regione, Ordine dei Geologi della Lombardia, Ordine degli Ingegneri di Milano.

“Sappiamo che il rischio non può essere annullato, non esiste il rischio zero. E quindi siamo tutti impegnati e vogliamo essere impegnati sempre di più per ridurlo. Significa agire sulle competenze – ha osservato Carlotta Penati, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Milano – quelle tecniche ma anche sull’informazione, informare, sul come comportarsi. Oggi abbiamo organizzato la conferenza come Ordine degli Ingegneri di Milano e come Ordine dei Geologi della Lombardia, perché crediamo che ormai le sfide siano talmente complesse che la battaglia è comune. Dobbiamo essere tutti insieme finalizzati allo stesso obiettivo che è quello di tutelare il territorio, persone e beni culturali e speriamo che sia solo l’inizio di un ciclo di incontri”.

La Lombardia è la prima regione in Italia ad elaborare la Legge Regionale sul Clima. Con 26 milioni di euro a disposizione per la  decarbonizzazione. “La politica ha bisogno dell’esperienza degli Ordini professionali – ha affermato Marco Alparone, vice presidente della Regione Lombardia – abbiamo in corso di elaborazione il Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e la Lombardia sarà la prima Regione in Italia ad elaborare la Prima Legge Regionale sul Clima. Vogliamo essere una Regione moderna, pronta ad affrontare queste sfide che sono quotidiane. Dall’emergenza si deve passare al superamento della stessa e a studiare sistemi che ci possano far risolvere questi problemi e fare in modo che le popolazioni non siano a rischio. Sul contrasto al cambiamento climatico stiamo investendo molto. Ad esempio 26 milioni di euro sul tema della decarbonizzazione e a breve investiremo 6 milioni di euro per il cambio dei veicoli commerciali”.

“La Regione Lombardia – ha rivendicato l’assessore regionale al Territorio, Gianluca Comazzi – è la prima regione in Italia ad avere investito parecchie risorse per la difesa del suolo per fare prevenzione, per la sicurezza dei cittadini. Negli ultimi cinque anni la Regione ha messo a terra oltre un miliardo di euro per la difesa del suolo. Dobbiamo garantire la massima attenzione per il nostro territorio, 1200 sono i comuni che ricadono in territorio fragile. Siamo diventati una grande eccellenza per il monitoraggio, per il controllo quotidiano, per gli interventi piccoli o grandi che siano ma anche per avere creduto per primi all’importanza di investire nelle infrastrutture”.

Il direttore generale di Arpa Lombardia, Fabio Cambielli, ha spiegato il sistema di monitoraggio attivato, attraverso il quale si riescono a gestire 45 frane nel territorio regionale con 875 sensori con rilevamenti e dati trasmessi in tempo reale. Questi 875 sensori ci restituiscono all’anno più di 26 milioni di dati che ci consentono ad irrobustire il sistema di sicurezza e di protezione civile”.

Giorgio Maione, assessore all’Ambiente della Regione Lombardia, ha ricordato il programma di investimenti, per oltre un miliardo di euro, per la messa in sicurezza del territorio: “Fare prevenzione richiede investimenti infrastrutturali – ha dichiarato  – che devono essere confrontati con il territorio. E’ importante che tutti gli interventi di messa in sicurezza del territorio e di prevenzione abbiano un percorso di confronto, dall’altro è anche un tema di semplificazione e di attuazione. Le risorse ci sono, sono risorse anche trasversali, europee, nazionali. Oggi il tema del monitoraggio da una parte e degli investimenti di prevenzione per salvaguardare i nostri territori, vuol dire produrre dei territori che messi in sicurezza continuano ad essere territori sicuri non solo per viverci ma anche per lavorare e per crescere. Possiamo intervenire attraverso una prevenzione attenta, costante che nel tempo ci fa anche ridurre i costi”.

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