Operatori del sociale: il nuovo contratto ha il segno più

Aria nuova anche per i 10 mila operatori del Terzo Settore attivi in provincia di Bergamo, suddivisi in circa 200 cooperative

Un significativo passo avanti per gli operatori del settore sociale è stato compiuto con il recente rinnovo contrattuale che promette incrementi salariali e miglioramenti nelle condizioni di lavoro. L’accordo, frutto di intense negoziazioni tra i sindacati e le associazioni di cooperative, riguarda oltre 400.000 lavoratori a livello nazionale, inclusi più di 10.000 nella sola provincia di Bergamo, distribuiti in circa 200 realtà del Terzo Settore.

Lavoratori del sociale: l’accordo

Il vicepresidente di Confcooperative Bergamo, Omar Piazza, ha espresso soddisfazione per l’intesa raggiunta, sottolineando come questo rinnovo rappresenti un riconoscimento del valore economico e sociale svolto dagli operatori nel settore. L’accordo prevede un aumento salariale di 120 euro mensili per il livello contrattuale C1, a partire da gennaio 2025, con adeguamenti proporzionati per gli altri livelli.

Le novità: le integrazioni

Tra le novità più rilevanti, l’introduzione di una quattordicesima mensilità ridotta al 50% e un incremento dell’importo destinato alla sanità integrativa, che raggiunge ora i 120 euro annui. Inoltre, viene garantita al 100% l’integrazione economica per la maternità, una mossa che mira a valorizzare ulteriormente il ruolo delle donne nel settore.

Nuovi strumenti di controllo

L’accordo prevede anche misure per combattere le pratiche sleali come il dumping salariale e le false imprese, attraverso la creazione di un osservatorio sugli appalti e l’adeguamento delle tariffe in modo da garantire una remunerazione equa ai lavoratori. Si segnala inoltre un’attenzione particolare verso le cooperative di inserimento lavorativo, con la definizione di nuovi profili professionali che rispecchiano meglio le attività svolte.

Il ruolo delle Istituzioni

Piazza ha sottolineato l’importanza del ruolo delle istituzioni, locali e regionali, nell’adeguare le tariffe dei servizi per consentire alle cooperative di sostenere i nuovi oneri salariali senza gravare eccessivamente sui costi per gli utenti finali. La speranza è che il miglioramento delle condizioni economiche possa rendere il settore più attraente per i potenziali lavoratori, in un momento in cui le cooperative affrontano difficoltà nel reclutamento del personale.

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