In una crescita della Lombardia stagnante non brillano i dati della provincia di Bergamo, solitamente una delle più dinamiche del Paese. Il Terzo Focus sull’andamento dell’economia regionale, realizzato dal Centro Studi Sintesi per Cna Lombardia, vede nel complesso un sostanziale rallentamento, con il Pil regionale che nel 2024 dovrebbe assestarsi in leggera risalita al +1,2%. Con una contrazione dei consumi, stimati al minimo rispetto agli ultimi quattro anni. E la conseguente riduzione degli investimenti, anche a causa del cambio della disciplina dei bonus edilizi.
Per quanto riguarda i dati sulla demografia artigiana, la provincia di Bergamo fa segnare nel primo trimestre dell’anno una contrazione dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2023. Con un calo simile (-0,2%) delle sole imprese artigiane, in particolare nel manifatturiero.
In una regione che nell’ultimo trimestre del 2023 ha visto crescere l’occupazione dell’1,7%, la provincia di Bergamo segna un debole +0,5%.
Bene l’export, con una crescita nell’ultimo anno del 3,4% a fronte di una media regionale del +0,8%.
La nota dolente è invece rappresentata dalla stretta del credito: sotto i 17mila milioni di euro i prestiti alle imprese bergamasche, con un calo nell’ultimo anno dell’8,5%. Tassi di interesse alti e incognite geopolitiche frenano l’economia italiana e lombarda in generale.
“I dati – commenta il presidente di Cna Lombardia Giovanni Bozzini – confermano le attese. Siamo in una situazione di affanno, di crescita tenue. L’economia regionale tiene, ma gira molto meno di quanto potrebbe in un contesto macroeconomico più stabile”.