Lizzola, il tunnel dello sci con Colere atteso come manna dal cielo

Il comprensorio sciistico in connubio con Colere, attraverso il cosiddetto tunnel, fa ancora discutere a Lizzola. Ma il tempo è sempre meno

Un progetto decisivo per il futuro del turismo invernale

Valbondione e la sua frazione Lizzola, due perle in una della Val di Scalve, affrontano una nuova fase di speranza grazie al progetto del collegamento sciistico con Colere. Questo progetto, in discussione da oltre trent’anni, è ora più concreto che mai, offrendo una possibilità di rilancio turistico e di sviluppo economico per l’intera area.

La storia del progetto e il contesto attuale

Da decenni, la comunità di Valbondione sente parlare del comprensorio sciistico con Colere, ma la mancanza di fondi ha sempre impedito la realizzazione di questo ambizioso progetto. Tuttavia, la recente opzione di acquisto degli asset di “Nuova Lizzola” da parte della “Rs Impianti srl” ha riacceso le speranze. Questa società ha già dimostrato serietà e capacità rinnovando in pochi mesi gli impianti di risalita nella località scalvina.

Il tunnel dello sci con Colere

Il progetto prevede la realizzazione di un tunnel con tapis roulant tra il Passo di Fontanamora e il Pizzo di Petto, permettendo così di creare un comprensorio sciistico di circa cinquanta chilometri di piste, molte delle quali situate sopra i 1800 metri di quota. Gli investitori hanno stabilito un termine di due anni per completare l’opera, un obiettivo ambizioso date le complesse normative e i finanziamenti pubblici necessari.

Un’opportunità di rilancio per Lizzola

Il progetto è visto come un’ancora di salvezza per l’economia locale, offrendo nuove opportunità di lavoro e contrastando l’esodo dei giovani. Walter Semperboni, uno dei candidati sindaci, sottolinea l’importanza del turismo per mantenere viva la comunità, mentre Omar Semperboni, gestore del rifugio Campel e presidente della Nuova Lizzola, evidenzia la necessità di investimenti privati per evitare il declino.

Il turismo invernale a Lizzola

Lizzola ha sempre beneficiato delle sue condizioni climatiche favorevoli, con un manto nevoso che si conserva fino ad aprile inoltrato. Tuttavia, i numeri restano modesti, con un massimo di 1200 sciatori nei giorni di punta e una limitata capacità ricettiva. La maggior parte dei visitatori proviene da Milano e Bergamo per escursioni giornaliere, mentre la presenza di turisti stranieri è sporadica.

Le critiche e le preoccupazioni degli ambientalisti

Il progetto ha suscitato critiche da parte degli ambientalisti, che temono l’impatto ambientale e la sostenibilità dell’iniziativa. Legambiente ha assegnato una bandiera nera al progetto, mentre Orobievive lo critica per la mancanza di considerazione delle variazioni climatiche e della sostenibilità a lungo termine. Gli ambientalisti sostengono che il mercato dello sci sia saturo e che i turisti cerchino ora esperienze più ecocompatibili.

Il dibattito sul futuro della montagna

Il dibattito tra sostenitori del progetto e ambientalisti è vivace e rischia di polarizzarsi. Sergio Piffari dell’Hotel Gioan sottolinea che, sebbene il cambiamento climatico sia una realtà, ciò non significa che non ci sarà più neve sopra una certa quota. La comunità locale è divisa tra la necessità di sviluppare economicamente l’area e la volontà di preservare l’ambiente.

In conclusione, il progetto del collegamento sciistico tra Lizzola e Colere rappresenta un’opportunità cruciale per il rilancio turistico ed economico della zona, ma deve affrontare sfide significative sia in termini di realizzazione che di sostenibilità ambientale. La comunità di Valbondione guarda con speranza e attenzione al futuro, pronta a cogliere questa ultima chance di sviluppo.

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