Turbolenze tra Ryanair e Orio al Serio? I limiti allo sviluppo dello scalo

La tensione tra Ryanair e l'aeroporto di Orio al Serio sembra in crescita: incentivi e traffico aereo sono al centro del dibattito

Un futuro incerto per Ryanair a Orio al Serio

Da mesi circolano voci su un possibile punto di rottura tra Ryanair, che gestisce circa l’80% dei voli a Orio al Serio, e Sacbo, la società che amministra l’aeroporto bergamasco. La questione principale riguarda gli incentivi finanziari che Sacbo garantisce alla compagnia low-cost, circa otto euro per passeggero in partenza. Ryanair vorrebbe mantenere questi vantaggi economici, mentre Sacbo intende ridurli. Questo disaccordo potrebbe segnare la fine di un lungo periodo di collaborazione proficua tra le due parti.

La sfida del traffico aereo e l’accordo in scadenza

Oltre alla questione degli incentivi, Ryanair ha intenzione di aumentare ulteriormente il traffico aereo nello scalo bergamasco. Il problema risiede nel fatto che i volumi di traffico pattuiti nell’attuale accordo commerciale, valido fino al 2028, sono già stati raggiunti con largo anticipo. Ryanair, per sostenere il suo modello di crescita, preme per espandere le operazioni, ma Sacbo è più cauta nel concedere ulteriori incrementi. L’aeroporto ha già superato le aspettative, con oltre 17 milioni di passeggeri previsti per quest’anno, un dato che Ryanair stessa aveva inizialmente programmato per il 2028.

La politica locale e i rischi ambientali

In questo scenario complesso, la nuova giunta comunale di Bergamo fatica a prendere una posizione chiara. Durante la campagna elettorale, le forze politiche hanno promesso ai cittadini di ridurre l’inquinamento acustico e limitare i voli notturni. Ora, però, queste promesse potrebbero entrare in conflitto con le necessità economiche legate al traffico aeroportuale. Tra i membri del governo cittadino, infatti, figura un’esponente della lista Alleanza Verdi-Sinistra, particolarmente sensibile alle tematiche ambientali. Il problema è che l’aeroporto si trova a soli due chilometri dal centro di Bergamo, e l’incremento del traffico aereo comporterebbe un aumento sia del rumore sia dell’inquinamento chimico.

Un equilibrio difficile da mantenere

Giovanni Sanga, presidente di Sacbo ed ex parlamentare del Partito Democratico, si trova in una posizione delicata. Da un lato, l’aeroporto è una risorsa fondamentale per l’economia della provincia di Bergamo; dall’altro, aumentare i voli senza limiti potrebbe avere ripercussioni negative sia in termini di sostenibilità ambientale che di consenso politico. L’espansione verso i 20 milioni di passeggeri annui potrebbe apparire eccessiva, dato che già oggi l’infrastruttura aeroportuale è sottoposta a forti pressioni.

Sacbo dovrà quindi trovare un difficile compromesso tra le esigenze di crescita di Ryanair e le preoccupazioni ambientali e politiche locali. La scadenza dell’attuale accordo commerciale, prevista nel 2028, non sembra dare molto margine di manovra e le decisioni dovranno essere prese presto, per evitare che la situazione degeneri ulteriormente.

 

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