Si è conclusa domenica 6 ottobre la diciassettesima edizione de “I Giorni del Melgotto”, manifestazione dedicata al celebre Mais Spinato di Gandino, che ha attirato migliaia di visitatori e riscosso grande successo. Organizzata dalla Comunità del Mais Spinato di Gandino, l’evento ha celebrato le eccellenze gastronomiche e culturali del territorio attraverso una serie di iniziative che hanno coinvolto produttori locali, ristoratori e cittadini.
La cornice di Palazzo Zilioni per I Giorni del Melgotto
Una delle principali novità di quest’anno è stata la scelta di Palazzo Zilioli come location per i pranzi e le cene a tema, ambientati nella storica limonaia del parco secolare. Gli ospiti hanno potuto degustare piatti a base di Mais Spinato, preparati dagli chef dell’Associazione Fanti di Giuseppe Manzella e dai giovani guidati da Alessandro Moro. “Abbiamo stupito i commensali con un contesto prestigioso e un’ottima cucina”, hanno spiegato gli organizzatori. Le Spinate, uno dei piatti più apprezzati, sono state servite calde e fumanti, suscitando grande entusiasmo tra i partecipanti.
La Comunità del Mais Spinato
Un team di coordinamento ha contribuito al successo della kermesse, tra cui Clemente Savoldelli, Emanuel Caleca, Lorenzo Aresi, Silvia e Giusi Bosio, insieme al Sindaco di Gandino, Filippo Servalli, che è anche segretario della Comunità del Mais Spinato. Parallelamente, Palazzo Radici Zanchi ha ospitato visite guidate in costume medievale, realizzate dai figuranti dell’artigiana Antonia Zenoni, offrendo ai turisti un tuffo nella storia locale.
Gli organizzatori: “Giornate indimenticabili”
Le dichiarazioni finali degli organizzatori sui social hanno trasmesso l’emozione di chi ha vissuto queste giornate indimenticabili. “Abbiamo chiuso queste giornate indimenticabili con una serata fra amici nelle sale di Palazzo Zilioli”, si legge nel messaggio. “In tavola, nella gioia del momento conclusivo, è arrivata una grande cassa di legno con la scritta Champagne, che non necessariamente doveva contenere il pregiato spumante. Poteva essere semplicemente una cassa di ricordi, scelta come souvenir e utile per la sua capienza”. La cassa, però, conteneva davvero una bottiglia di Champagne, simbolo di un evento pieno di emozioni. “L’occasione e le sensazioni sono state davvero incredibili. Chiamatele, se volete, emozioni. A tutti un grazie infinito e soprattutto un arrivederci, perché il Mais Spinato è per sempre!”.
Mais Spinato, Melgotto e coincidenze
Gli appuntamenti del fine settimana sono stati accompagnati da eventi di rilevanza nazionale e internazionale. Gandino ha ospitato il Campionato Mondiale di Plogging, una disciplina ecologica che unisce corsa e raccolta rifiuti, e un incontro al Monastero di Astino dedicato al Fagiolo di Clusven, promosso dall’Accademia della Cucina Italiana e dall’Orto Botanico Lorenzo Rota. Inoltre, la Comunità del Mais Spinato di Gandino ha partecipato al Terra Madre Salone del Gusto 2024 di Torino, un evento organizzato da Slow Food.
Pueblos del Maiz a Gandino
Di grande rilievo anche la visita a Gandino dei rappresentanti della rete internazionale “Pueblos del Maiz”, nata nel 2013. La delegazione ha visto la partecipazione di città come Merida (Messico), Tucson (Arizona), San Antonio (Texas) e, per la prima volta, Bergamo e Gandino. Tra i momenti più suggestivi della visita, la raccolta delle pannocchie nei campi di Bernardo Savoldelli e il sontuoso pranzo a Palazzo Zilioli. “I Rataplam” di Mapello hanno poi accompagnato i saluti finali con la tradizionale scartocciatura delle pannocchie, seguita da un convegno nel Salone della Valle con esperti del settore, tra cui Colleen Swain, coordinatrice della rete UNESCO.
E non è ancora finita…
L’edizione si concluderà definitivamente con un ulteriore appuntamento il 16 ottobre all’Istituto Alberghiero di Nembro, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Il seminario, che avrà come tema “Agrobiodiversità e sostenibilità delle produzioni agroalimentari per l’Agenda UN 2030”, vedrà la partecipazione di Elisabetta Lupotto e Gabriele Rinaldi, direttore dell’Orto Botanico di Bergamo.
