Familiari delle vittime del Covid: una battaglia continua tra cause legali e polemiche

L’associazione #Sereniesempreuniti porta avanti la lotta per ottenere verità e giustizia, mentre lo scontro si intensifica tra l’avvocato Consuelo Locati e l’ex premier Giuseppe Conte

Per i familiari delle vittime del Covid-19, la battaglia per la giustizia non sembra avere fine. #Sereniesempreuniti, associazione che conta circa 250 membri, in gran parte bergamaschi, continua a lottare per ottenere riconoscimenti delle responsabilità e risarcimenti legati alla gestione della pandemia. Nonostante il numero significativo di aderenti, molti preferiscono affrontare il lutto senza cercare colpe, mentre altri si sono uniti per trovare risposte e far luce sugli errori commessi durante l’emergenza sanitaria.

“Capita che qualcuno ci dica: ‘Ma perché non lasciate stare?’”, spiegano dal direttivo dell’associazione. “Lo capiamo, ma ci siamo posti un obiettivo. Ci sentiamo di portare avanti anche le istanze di chi, legittimamente, ha scelto di affrontare il dolore in modo diverso”.

La Commissione d’inchiesta

La battaglia di #Sereniesempreuniti non si limita al dolore personale, ma si è trasformata in una vera e propria azione legale. Guidata dall’avvocato Consuelo Locati, che ha perso il padre durante la pandemia, l’associazione è in prima linea nel far emergere gli errori e le omissioni commesse nella gestione dell’emergenza sanitaria. “Il nostro scopo è che le mancanze vengano riconosciute e che i responsabili siano individuati”, sottolinea l’associazione.

L’ultimo sviluppo significativo è avvenuto martedì 8 ottobre a Roma, durante la prima seduta della Commissione bicamerale d’inchiesta sul Covid, voluta dal governo. Presieduta da Marco Lisei, con il bergamasco Stefano Benigni come vicepresidente, la Commissione ha ascoltato per la prima volta diversi rappresentanti di associazioni dei familiari delle vittime. Tra questi, anche Consuelo Locati, che ha rappresentato #Sereniesempreuniti.

Lo scontro tra Locati e Conte

Nel corso della seduta, però, non sono mancate tensioni. “Ero lì in quanto familiare, non in quanto avvocato”, ha chiarito Locati, sottolineando la sua duplice veste. Questa precisazione è cruciale, poiché durante l’audizione si sono accesi i toni tra Locati e l’ex premier Giuseppe Conte, presente anch’egli in aula.

Conte ha sostanzialmente accusato Locati di portare avanti una battaglia personale contro di lui. Una tensione palpabile che riflette le difficoltà emotive e legali che emergono da una vicenda così complessa come quella del Covid-19 e della gestione della pandemia in Italia.

L’associazione #Sereniesempreuniti e il suo team legale non sembrano intenzionati a fermarsi, continuando a cercare verità e giustizia, non solo per se stessi ma per tutte le famiglie che hanno perso qualcuno durante l’emergenza.

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