Un uomo di 51 anni, originario di Napoli, è stato arrestato giovedì 23 novembre a Zogno dopo aver truffato una pensionata di 78 anni a San Pellegrino Terme. La vittima, contattata da un finto legale, era stata indotta a consegnare 4.000 euro e gioielli preziosi. Grazie alla prontezza della donna e all’intervento dei Carabinieri, l’uomo è stato fermato e il bottino recuperato.
Il meccanismo della truffa
La truffa si è consumata intorno alle 11 di giovedì, quando la 78enne ha ricevuto una chiamata sul telefono fisso. Un uomo, fingendosi un avvocato, le ha riferito che il figlio era coinvolto in un grave incidente stradale e che servivano 8.900 euro per risolvere la questione.
Poco dopo, alle 11.30, il 51enne si è presentato a casa della donna per ritirare contanti e gioielli. In quel momento è intervenuta la nipote della pensionata, insospettita dall’atteggiamento del malvivente. Questo dettaglio ha permesso alla vittima di osservare l’auto del truffatore, annotandone il colore e parte della targa, informazioni fondamentali per l’arresto.
Il fermo sull’ex statale a Zogno
Allertati dal 112, i Carabinieri di Zogno hanno immediatamente avviato le ricerche. Intorno a mezzogiorno, lungo l’ex statale nei pressi delle Grotte delle Meraviglie, hanno intercettato la Jeep Renegade noleggiata dal truffatore. Durante il controllo, gli agenti hanno recuperato i 4.000 euro e i gioielli appena sottratti, restituendoli alla vittima.
Refurtiva e precedenti
Nel veicolo sono stati trovati anche altri gioielli, che il 51enne ha confessato essere il bottino di un’altra truffa commessa fuori provincia due giorni prima. L’uomo, domiciliato in un dormitorio di Napoli, era arrivato in Bergamasca il giorno precedente.
Già noto alle forze dell’ordine, era stato arrestato a maggio ad Alghero per un tentativo di truffa simile e denunciato una settimana fa ad Arezzo per ricettazione. Alla luce di questi precedenti, il giudice Elena Kildani ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.
La versione del truffatore
Davanti al giudice, l’uomo, difeso dall’avvocato Patrizia Liscari, ha raccontato una storia di difficoltà economiche. Ha dichiarato di lavorare saltuariamente come imbianchino, di essere divorziato e padre di due figli. Ha inoltre riferito di avere una relazione con una giovane napoletana incinta di due gemelli e di voler costruire una famiglia con lei. Questo, secondo la sua versione, lo avrebbe spinto a entrare nel giro delle truffe agli anziani.
«Sono solo una pedina, prendo il 20% del bottino. Non conosco né nomi né volti di chi organizza tutto», ha dichiarato, facendo intendere alle autorità di non essere lui al vertice del sistema truffaldino.
La giustizia farà il suo corso
Il processo con rito direttissimo è stato fissato per il 4 dicembre. Intanto, l’episodio ha messo in luce ancora una volta i pericoli delle truffe agli anziani, un fenomeno in crescita che richiede attenzione e interventi tempestivi.
Ma quanti sono stranieri o italiani chi.ci uccide