I legali di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, hanno avanzato una nuova richiesta alla Corte d’Assise di Bergamo per accedere ai reperti conservati presso l’Istituto di Medicina Legale di Milano e, eventualmente, in altri luoghi. La mossa segue l’ispezione dei materiali già visionati nell’ufficio corpi di reato del tribunale di Bergamo e punta a chiarire quali campioni siano ancora disponibili e in che condizioni si trovino.
La decisione della Corte
Durante l’udienza di lunedì 2 dicembre, la Corte d’Assise ha chiesto ai legali di produrre i verbali di sequestro entro il 15 dicembre. Questi documenti permetteranno di stabilire quali reperti siano stati acquisiti nel corso delle indagini e se possano essere oggetto di nuove analisi. La decisione finale sulla richiesta della difesa verrà comunicata nella prossima udienza, fissata per il 13 gennaio.
Le dichiarazioni della difesa
L’avvocato Salvagni ha sottolineato l’importanza di ottenere una visione completa dei reperti: «Vogliamo capire quali e quanti reperti sono presenti e in che condizioni si trovano. Tra quelli di interesse figurano i campioni di Dna, il tessuto prelevato dal tassello femorale e i materiali rinvenuti sugli indumenti di Yara».
Secondo Salvagni, la difesa intende verificare se i reperti siano ancora utilizzabili per ulteriori analisi. Se i risultati confermeranno le precedenti conclusioni, prenderanno atto della loro validità. Tuttavia, se emergessero elementi nuovi, potrebbero esserci sviluppi rilevanti per la posizione di Bossetti.