Il quartiere di Monterosso, a Bergamo, è al centro di una protesta dei residenti, preoccupati per la chiusura dell’ufficio postale di via Tremana e per le crescenti difficoltà legate alla carenza di servizi essenziali. Il malcontento ha già portato alla raccolta di 500 firme per chiedere un intervento concreto da parte delle istituzioni.
L’allarme lanciato dal quartiere
La chiusura dello sportello di Poste Italiane, prevista tra circa dieci giorni, rappresenta il problema più urgente. Gli anziani, abituati a raggiungere l’ufficio a piedi, dovranno spostarsi con mezzi pubblici fino agli uffici di piazzale Oberdan o via Corridoni, creando ulteriori difficoltà per una fascia vulnerabile della popolazione.
Mario Vita, presidente del Centro per tutte le età (Cte) di Monterosso, ha denunciato la situazione in una conferenza stampa, sottolineando come il quartiere, pur essendo animato da una forte rete di solidarietà, stia vivendo un progressivo declino. “Monterosso è ricco di relazioni, ma alcune parti del quartiere stanno morendo,” ha dichiarato Vita.
Le altre criticità
Oltre alla questione delle Poste, i residenti evidenziano una serie di problemi che stanno compromettendo la qualità della vita nel quartiere:
- Negozi di vicinato insufficienti: la mancanza di attività stabili in piazza Pacati è un esempio di questa criticità. I locali commerciali cambiano gestione ogni pochi anni senza offrire servizi utili alla comunità.
- Spazi commerciali chiusi: alcuni locali gestiti da Aler sono inutilizzati da anni, nonostante siano state presentate proposte per il loro rilancio. I residenti suggeriscono di trasformarli in spazi per associazioni o co-working.
- Appartamenti sfitti: si contano almeno 40 alloggi Aler vuoti, un’opportunità sprecata per accogliere famiglie bisognose.
- Trasporto pubblico insufficiente: dopo le 20, il quartiere non è più servito dai bus, creando difficoltà per chi lavora di sera, in particolare per le donne senza patente o auto.
La risposta delle istituzioni
Il Comune di Bergamo ha dichiarato di essersi attivato per affrontare le problematiche segnalate. “Abbiamo sollecitato Poste Italiane per trovare alternative, ma non abbiamo ancora ricevuto risposte,” ha spiegato l’amministrazione comunale.
Claudia Lenzini, assessore alla Partecipazione e Reti di quartiere, ha assicurato che si aprirà un dialogo con Aler per esplorare la possibilità di concedere gli spazi inutilizzati alle associazioni. Inoltre, si valuterà con l’assessore alla Mobilità la possibilità di estendere il servizio di trasporto pubblico nelle ore serali.