Ai negozi capita di cambiare volto e dalle nostre parti i numeri non fanno eccezione nell’escludere un panorama d’immobilità. Il centro città e Città Alta si trasformano, con più spazi dedicati al food e ai servizi turistici. Il turnover arriva al 30 per cento all’anno, tra nuove insegne e chiusure di attività storiche.
Il fenomeno del turnover: dati e tendenze
A Bergamo il commercio si evolve rapidamente, con un turnover che coinvolge circa il 30% delle attività ogni anno, come sottolinea Filippo Caselli, direttore di Confesercenti Bergamo. Questo fenomeno riflette le nuove abitudini di consumo e l’attrattività della città per gli investimenti. La combinazione tra turismo crescente e flussi di visitatori sta alimentando la vivacità imprenditoriale, ma nello stesso tempo si registra un calo delle attività storiche, spesso legato al mancato ricambio generazionale e all’aumento dei costi di gestione.
Oscar Fusini, direttore di Confcommercio Bergamo, evidenzia come la trasformazione del tessuto commerciale cittadino sia sempre più visibile. Le categorie legate ad abbigliamento, calzature e gioiellerie vengono progressivamente sostituite da realtà focalizzate su cura del corpo, bellezza e ristorazione. Questa dinamica è particolarmente evidente nel centro piacentiniano, recentemente rinnovato, che oggi ospita attività più ampie e orientate ai nuovi trend di consumo.
Nuove aperture in centro città
Nonostante le difficoltà per le attività storiche, Bergamo continua a vedere numerose nuove aperture, soprattutto nel settore del food. In via Sant’Alessandro, ad esempio, ha inaugurato la gelateria e pasticceria “Corte del dolce”, mentre La Piadineria e l’insegna Curlo propongono specialità alimentari nella stessa zona. Sempre nel settore del cibo, un temporary shop di My Cooking Box è stato aperto in via Sant’Orsola, con un focus sui prodotti legati all’imprenditoria femminile.
Anche piazza Pontida vedrà presto una novità importante con l’arrivo della famosa enoteca “Signorvino”, mentre in via Borfuro è in corso la riqualificazione degli spazi che ospiteranno la pizzeria “Sorbillo” nel 2025. Nel frattempo, la pasticceria e bistrot “Moosa” ha scelto di trasferirsi da Porta Nuova a via Tasso, occupando gli storici locali della Casa della Merenda.
Chiusure storiche e continuità imprenditoriale
Il turnover non risparmia neanche le attività più radicate nel tessuto cittadino. Tra le chiusure più significative spicca Pompeo Calzature in via XX Settembre, sostituita da Iliad, mentre Yves Rocher ha preso il posto della gioielleria Rizzi. Tuttavia, non mancano casi di continuità, come dimostrano le insegne dedicate all’abbigliamento per bambini, La Cicogna e Baby Bossi, che hanno mantenuto merceologia e posizione nonostante il cambio di gestione.
Un esempio di trasformazione è quello della storica gioielleria Rosaspina, che dopo 85 anni nella sede di Borgo Palazzo si è trasferita in piazza Matteotti, subentrando all’insegna Cornali. La tradizione familiare continua grazie alla quarta generazione, che mantiene viva l’attività fondata nel 1939.
Commercio in Città Alta: più servizi turistici
Anche Città Alta vive una transizione significativa. Qui il commercio si adatta sempre più alle esigenze del turismo, con aperture mirate al settore dei servizi. Sulla Corsarola, ad esempio, è stato inaugurato un deposito bagagli, mentre in piazza Vecchia un nuovo bar bottega offrirà prodotti tipici al posto di un negozio di abbigliamento.
Mariarosa Acquaroli e Marco Recalcati, dell’associazione “Bergamo In Centro”, sottolineano come oggi sia difficile trovare spazi vuoti nelle principali vie dello shopping, segno di un’alta attrattività per i nuovi investimenti. Tuttavia, le trasformazioni portano anche alla perdita di attività storiche, che facevano parte dell’identità commerciale della città.
La sfida tra tradizione e innovazione
Il commercio bergamasco affronta un periodo di grandi cambiamenti, in cui la vivacità imprenditoriale si scontra con le difficoltà di sostenere le attività storiche. Le nuove aperture, soprattutto nel settore del food e dei servizi turistici, testimoniano l’evoluzione di una città sempre più orientata al turismo, ma pongono interrogativi sulla conservazione della sua identità commerciale.