Nel 2024, la provincia di Bergamo ha registrato cinque centraline su nove con valori di Pm10 oltre i limiti consentiti. Tra queste, Casirate d’Adda e Treviglio si confermano le aree con i dati peggiori. Tuttavia, i risultati mostrano un miglioramento rispetto agli anni Duemila, quando tutte le centraline registravano superamenti ben oltre la soglia.
I dati sulle polveri sottili
Secondo le rilevazioni dell’Arpa, nel 2024 si sono contati mediamente 37 giorni di superamento del limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo, contro i 23 del 2023. Casirate, con 50 giorni oltre soglia, detiene il record negativo. Seguono Treviglio (46 giorni), Lallio (43), Bergamo-via Garibaldi (40) e Filago (39). Le centraline di Osio Sotto, Dalmine, Bergamo-via Meucci e Calusco d’Adda, invece, sono rientrate nei limiti europei, che consentono al massimo 35 giorni di sforamento all’anno.
Nel medio periodo, la situazione appare in miglioramento. Nel 2005, ad esempio, Filago aveva registrato 155 giorni di sforamento. Tra il 2002 e il 2007, la media annuale superava i 100 giorni oltre soglia.
Le strategie dei Comuni
I sindaci delle località più colpite puntano su interventi locali per migliorare la qualità dell’aria. A Casirate d’Adda, il sindaco Mario Donadoni propone una soluzione naturale: «Gli alberi sono una tecnologia antica ma efficace. Stiamo ripiantumando la campagna e nuove aree verdi del paese, iniziando dalla piazza del mercato e dalla strada pedonale verso il cimitero».
Anche Osio Sotto e Dalmine hanno adottato misure locali per contenere l’inquinamento. Secondo Corrado Quarti, sindaco di Osio Sotto, «le Ztl e la riduzione della velocità delle auto hanno dato risultati, ma è necessaria una pianificazione sovracomunale». Francesco Bramani, primo cittadino di Dalmine, sottolinea l’importanza di ottimizzare il traffico stradale: «Stiamo riducendo il numero di semafori per limitare le code e, di conseguenza, lo smog».
A Treviglio, il sindaco Juri Imeri punta su riqualificazioni ed efficientamento energetico. «Abbiamo costituito una comunità energetica per favorire l’autoconsumo su edifici pubblici e stiamo lavorando per ottenere agevolazioni su interventi nelle scuole».
Cause e prospettive
Il problema del Pm10 è amplificato da fattori meteorologici, come la mancanza di pioggia, che peggiora la qualità dell’aria. A questo si aggiungono fonti di particolato secondario, come il consumo di pneumatici e pastiglie dei freni, segnalate dal sindaco di Filago, Daniele Medici.
Nonostante i progressi, il contrasto all’inquinamento richiede un approccio integrato. Piantumazione, efficientamento energetico e gestione del traffico si rivelano strumenti essenziali per affrontare un problema che coinvolge salute e ambiente.