Sabato 11 gennaio, dall’aeroporto di Malpensa, il corpo di Mamadi Tunkara, 36 anni, tornerà definitivamente nella sua terra natale, il Gambia. Ucciso venerdì scorso in via Tiraboschi, Mamadi sarà riportato nel suo Paese grazie all’organizzazione di un’impresa funebre milanese. La salma sarà trasportata dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo all’aeroporto venerdì, in vista del volo programmato per il giorno successivo.
Giovedì, l’ultimo saluto
Il 9 gennaio sarà il giorno del rito di commiato per amici e familiari. Alle 15, si terrà il lavaggio della salma, una pratica fondamentale nel funerale islamico, seguito da un momento di preghiera e raccoglimento. Kebba Jammeh, segretario dell’associazione Giovani gambiani di Bergamo, ha sottolineato l’importanza di questo momento per ricordare Mamadi: “È un saluto definitivo, ma la prossima settimana organizzeremo una fiaccolata per commemorarlo ancora”.
Venerdì, la commemorazione pubblica
Un ulteriore tributo è previsto per venerdì 10 gennaio, alle 21:30, nel luogo dove Mamadi è stato ucciso. Un cartello affisso in via Tiraboschi invita amici, conoscenti e cittadini a partecipare a questo momento di memoria collettiva.
Un omicidio brutale e immotivato
La morte di Mamadi, addetto alla vigilanza presso un supermercato, è il tragico epilogo di una vicenda segnata da ossessioni e gelosie infondate. L’assassino, Sadate Djiram, 28 anni, è stato fermato il giorno successivo al confine con la Svizzera e ora si trova in carcere a Bergamo con l’accusa di omicidio volontario aggravato da premeditazione e futili motivi.
Secondo le ricostruzioni, Djiram credeva, senza fondamento, che Mamadi avesse una relazione con la sua ex compagna, una donna italiana con cui conviveva fino a pochi giorni prima dell’omicidio. La vittima è stata colpita con 11 coltellate, tre delle quali letali, in pieno centro città, tra i passanti.
Indagini in corso
Le autorità stanno analizzando i cellulari di Djiram, della vittima e dell’ex compagna per chiarire i dettagli della vicenda. Secondo gli inquirenti, l’omicidio sembra più dettato da convinzioni immaginate da Djiram che da fatti reali. La donna, che ha descritto il ventottenne come una persona estremamente gelosa, non ha mai confermato alcun legame tra lei e Mamadi.
Un ricordo che resta vivo
La morte di Mamadi ha scosso la comunità locale e la diaspora gambiana. L’appuntamento in via Tiraboschi e la successiva fiaccolata rappresentano un modo per rendere omaggio a un uomo che ha perso la vita in circostanze tragiche e per ribadire l’importanza della solidarietà di fronte alla violenza.