Il processo d’appello a carico di Alessia Pifferi, condannata all’ergastolo in primo grado per l’omicidio della figlia Diana, è stato rinviato al 10 febbraio 2025. La donna, che avrebbe dovuto comparire davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Milano il 29 gennaio, non ha potuto essere presente per problemi di salute. Il suo difensore, Alessia Pontenani, ha presentato un certificato medico proveniente dal carcere di Vigevano, chiedendo il legittimo impedimento.
Il rinvio dell’udienza comporta anche un’attesa per la decisione sulla richiesta della difesa di una nuova perizia psichiatrica. L’avvocato Pontenani sostiene da sempre che Pifferi soffra di un grave deficit cognitivo, ipotesi già respinta in primo grado, quando la donna fu ritenuta capace di intendere e volere. Se la Corte dovesse negare l’ulteriore accertamento peritale, si procederà con una nuova udienza dedicata alla discussione delle parti.
Secondo la ricostruzione della Corte d’Assise di Milano, nel luglio 2022, Pifferi avrebbe lasciato la figlia sola in casa per oltre cinque giorni, con a disposizione solo un biberon di latte e una bottiglietta d’acqua. Nel frattempo, la donna avrebbe trascorso quel periodo a casa del compagno, spinta – secondo i giudici – da un movente “futile ed egoistico”. Al suo rientro, il 20 luglio, trovò la bambina priva di vita nel lettino da campeggio della loro abitazione in via Parea, a Milano. La piccola era morta per stenti e disidratazione.
Il 13 maggio 2023, Alessia Pifferi è stata condannata all’ergastolo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Alla lettura della sentenza erano presenti in aula anche la madre Maria Assandri e la sorella Viviana.