Nuovi sviluppi nel processo d’appello a Milano contro Alessia Pifferi, condannata in primo grado all’ergastolo per l’omicidio della figlia Diana, lasciata morire di stenti nel luglio 2022. La 38enne, detenuta nel carcere di Vigevano, non si è presentata all’udienza odierna, facendo valere il “legittimo impedimento”. Secondo quanto dichiarato, sarebbe stata aggredita da altre detenute, riportando ferite al volto e quattro punti di sutura.
Perizia psichiatrica e tentativi di manipolazione
Nel frattempo, il pm Francesco De Tommasi ha depositato nel fascicolo del processo d’appello anche gli atti dell’inchiesta parallela sulle presunte manipolazioni della perizia psichiatrica effettuata in primo grado. Tra gli indagati per falso e favoreggiamento figurano l’avvocata Alessia Pontenani, alcune psicologhe e il consulente della difesa, Marco Garbarini. Secondo l’accusa, ci sarebbe stato un tentativo di indirizzare l’esito della perizia per far riconoscere alla donna un vizio parziale di mente, mentre in primo grado era stata dichiarata pienamente capace di intendere e di volere.
Nuova perizia entro fine giugno
A febbraio, la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha accolto la richiesta della difesa e disposto una nuova perizia psichiatrica. I giudici hanno ritenuto il precedente compendio “incompleto e contraddittorio”, motivo per cui hanno nominato tre nuovi periti. Gli esperti avranno 90 giorni, fino a fine giugno, per stabilire se Pifferi sia affetta da patologie psichiatriche o alterazioni cognitive che possano aver influenzato la sua capacità di intendere e volere.
Gli accertamenti inizieranno il 26 marzo nel carcere di Vigevano, dove la donna è attualmente detenuta. La perizia dovrà valutare non solo il momento del delitto, ma anche due episodi precedenti in cui la bambina era stata abbandonata in casa e poi sopravvissuta (dal 2 al 4 luglio e dall’8 all’11 luglio 2022).
Le parti civili vogliono usare gli atti della Procura
Le parti civili, rappresentate dall’avvocato Emanuele De Mitri, potrebbero chiedere che i nuovi atti depositati dal pmsiano inclusi nel processo d’appello e presi in considerazione dalla nuova perizia psichiatrica. La decisione spetterà ai giudici di secondo grado, mentre è già certo che la difesa di Pifferi si opporrà a questa richiesta.
L’udienza di domani, prevista inizialmente solo per il conferimento dell’incarico ai periti, potrebbe dunque trasformarsi in un nuovo scontro tra accusa e difesa, con ulteriori risvolti su un caso che continua a suscitare grande attenzione.